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Venezia

Se si prescinde da una breve visita compiuta dal poeta diciassettenne in compagnia del fratello Gherardo e dell'amico Guido Sette (1321), il primo incontro di Petrarca con Venezia risale al 1354, quando il poeta si recò nella città lagunare come oratore ufficiale di un'ambasceria spedita dall'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti. Nel corso di questa prima visita Petrarca conobbe personalmente il doge Andrea Dandolo e strinse amicizia con vari uomini di governo veneziani, tra i quali Benintendi dei Ravagnani. Nella città dei Dogi Petrarca fu di nuovo, per periodi più o meno lunghi, nell'inverno del 1358-59 e nell'aprile del 1360. Nel biennio 1361-62 vi si recò di tanto in tanto da Padova, dove allora risiedeva, ma solo alla fine dell'estate del '62 maturò l'intenzione di trasferivi la propria dimora. A questo scopo, attraverso l'amico Benintendi (cfr. Var. 43), propose al Senato di Venezia di concedergli un'abitazione in cambio della cessione, post mortem suam, della sua magnifica e già famosa biblioteca alla Basilica di San Marco. La proposta fu approvata dal Gran Consiglio e nel settembre dello stesso anno Petrarca andò ad abitare in un palazzo sulla Riva degli Schiavoni. Pur con spostamenti abbastanza frequenti, soprattutto a Padova e a Pavia, Petrarca visse a Venezia fino al 1368. Qui nell'aprile del 1363 ospitò per alcune settimane Giovanni Boccaccio e qui tra il gennaio e il febbraio del 1364 lavorò al Triumphus Fame. Nel 1366 vennero ad abitare con lui la figlia Francesca, il genero Francescuolo e i nipoti Eletta e Franceschino (quest'ultimo nato in quello stesso anno). Lasciata definitivamente la città adriatica, Petrarca vi tornò per l'ultima volta nel 1373, nell'ambito di una missione diplomatica del signore di Padova Francesco da Carrara, condotta dal figlio di quest'ultimo, Francesco Novello.