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Pavia
Nella città di Pavia Petrarca si recò per la prima volta nel novembre-dicembre del 1363, ospite di Galeazzo Visconti, forse nel suo castello ancora in corso di costruzione. Vi ritornò dalla fine dell'estate al dicembre del '65, andando ad abitare in una casa presa in affitto per lui dal Visconti. L'entusiasmo di Petrarca per la sua nuova sistemazione è attestato da una lettera di quel periodo diretta a Boccaccio, la Sen. V 1. L'anno successivo il poeta rimase a Pavia per ben sei mesi, da luglio a dicembre, riallacciando i rapporti con un suo vecchio amico, il capitano dei Visconti Pandolfo Malatesta e dando i ritocchi estremi al De remediis utriusque fortune, ufficialmente concluso il 4 ottobre, come attesta una postilla d'autore ("Ticini. Anno domini 1366, nonas octobris, hora tertia"). L'anno successivo, nel mese di maggio, accogliendo un nuovo invito di Galeazzo, Petrarca raggiunse Pavia da Venezia (o meglio da Chioggia) attraverso un lungo viaggio fluviale sul Po e sul Ticino. Durante il viaggio ebbe il tempo di comporre e dedicare all'amico veneziano Donato Albanzani il trattatello De sui ipsius et multorum ignorantia. Nella città lombarda trovò ad attenderlo nella propria casa il copista Giovanni Malpaghini, che solo poco tempo prima aveva lasciato il suo servizio e che Petrarca prese di nuovo con sé. A Pavia Petrarca rimase fino al mese di ottobre o novembre. Nel 1368 vi soggiornò ancora per tutta l'estate, salvo che per un breve viaggio a Milano nel mese di giugno. L'ultima visita a Pavia risale all'estate del 1369: il 1 settembre, forse proprio pochi giorni prima di lasciare la città, Petrarca introdusse alcune correzioni nel Triumphus Pudicitie.
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