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Bibliografia

C

Roma, Biblioteca Casanatense, ms. 924

Manoscritto pergamenaceo del XV secolo, interamente vergato in libraria umanistica da uno scriba di origine veneta. Esso contiene il Canzoniere e i seguenti capitoli dei Triumphi: TM II, TF Ia, TC II, I, III, IV, TP, TM Ia, TM I, TF I (fino al v. 36 dove il testo s’interrompe a causa della mutilazione del codice). Una seconda mano, sempre veneta e sicuramente cinquecentesca, ha trascritto in margine ai testi del Canzoniere e al terzo capitolo del Triumphus Cupidinis le varianti e le postille tratte dalle carte del Vaticano latino 3196 (V2). Da autografi petrarcheschi non conservati, invece, provengono alcune varianti riportate dal ms. in margine a RVF 265, TC II, I (fino al v. 111) e TF I. A questa stessa mano risale una piccola antologia di rime estravaganti, trascritte sul recto di due membrane, aggiunte in un secondo momento in fondo al codice. Quasi certamente apocrifi sono i sonetti Pruove oneste, ligiadrette e sole, In cielo, in aria, in terra, in fuoco e in mare e L’oro e le perle e i bei fioretti e l’erba (cfr. Paolino 1995, pp. 49-50), mentre indubbiamente autentiche sono le ballate Nova bellezza in habito gentile , L’amorose faville e ’l dolce lume e Amor, che ’n cielo e ’n gentil core alberghi , quest’ultima trasmessa anche dal “codice degli abbozzi”, in due redazioni anteriori a quella conservata da C. Da V2 sono tratti anche i sonetti Se Phebo al primo amor non è bugiardo, Quando talor, da giusta ira commosso e Più volte il dì mi fo vermiglio et fosco . Proviene, infine, da un autografo perduto il frammento di ballata Amor, che ’n pace il tuo regno governi . Poiché all’inizio del secolo XVI le carte di V2 appartenevano già a Bembo, sembra probabile che l’autore della collazione casanatense facesse parte dell’entourage veneto del cardinale (cfr. Le varianti d’autore nella tradizione cinquecentesca ).