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Bibliografia

Triumphus Cupidinis I

Trama

All'alba del 6 aprile di un anno imprecisato, all'alba cioè del giorno anniversario del suo primo incontro con Laura, Petrarca cade addormentato a Valchiusa e comincia a sognare. Nel sogno gli appare Amore-Cupido alla guida di un carro trionfale, seguito da uno stuolo di schiavi. Dal corteo si stacca "un'ombra" (v. 40), che si avvicina al poeta e si fa riconoscere: è un amico di gioventù, toscano come lui, ma molto più anziano di Petrarca. Al poeta, sordo alle lusinghe d'amore, l'ombra predice che presto anch'egli cadrà nei lacci del dio onnipossente, unendosi così al seguito dei suoi schiavi. Nel frattempo, l'amico si offre di fagli da guida e comincia a illustrargli la natura di Cupido, indicandogli poi i personaggi illustri, uomini e dei, aggiogati al suo carro.

indice

Personaggi

Il corteo è aperto dagli imperatori romani Cesare, Ottaviano Augusto, Nerone, e Marco Aurelio.
Ad essi seguono due tiranni greci, Dionigi il Vecchio di Siracusa e Alessandro di Fere, nonché una serie di eroi ed eroine del mito e del letteratura classica: Enea, Ippolito, Teseo (tra Fedra ed Arianna), Ercole, Achille, Demofoonte e Fillide, Giasone e Medea, Isifile, Elena e Paride, la ninfa Enone, Menelao, Ermione, Laodamia e Argia.
Tra gli dei, vittime della potenza di Cupido, la guida indica a Petrarca: Venere e Marte, Plutone e Proserpina, Giunone, Apollo e, legato davanti al carro del vincitore, lo stesso Giove.
Altri personaggi citati nel capitolo, esplicitamente o attraverso una perifrasi: Cleopatra, Livia, Sabina Poppea, Faustina, Creusa, Turno, Pallante, Evandro, Eeta, Absirto, Oreste, Protesilao, Polinice, Erifile, Anfiarao, Varrone

Un'ombra alquanto men che l'altre trista
mi venne incontra e mi chiamò per nome,
dicendo: "Or, questo per amar s'aquista!"

Triumphus Cupidinis II

Trama

Nella prima parte del capitolo Petrarca, "stanco ma non sazio" di contemplare la lunga teoria dei vinti di Amore, si intrattiene a colloquio con alcune ombre, prima quelle del numida Massinissa e della moglie di questi, la cartaginese Sofonisba (vv. 4-87), poi con quella del pietoso re siriano Seleuco, che rinunciò alla moglie Stratonice per amore del figlio Antioco (vv. 94-129). Nella seconda metà del capitolo si riprende l'enumerazione dei personaggi celebri, quasi tutti di origine mitologica, presenti nel corteo.

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Personaggi

Accanto ai protagonisti del capitolo, Massinissa e Sofonisba da un lato, Seleuco, Antioco e Stratonice dall'altro, Petrarca presenta brevemente alcuni amanti che sfilano nel corteo. Sono tutti personaggi del mito, resi celebri dalle Metamorfosi e dalle Heroides ovidiane: Perseo, Narciso ed Eco, Ifi, Alcione e Ceice, Esaco, Scilla (innamorata di Minosse e amata invano da Glauco), Ippomene e Atalanta, Aci e Galatea (e lo scornato amante di quest'ultima, Polifemo), Canente e Pico, la ninfa Egeria (moglie di Numa Pompilio), l'incestuosa Canace (innamorata del fratello Macareo), Pigmalione e la sua statua vivente, ed infine Cidippe (sposata da Aconzio con uno stratagemma). Citati, esplicitamente o attraverso una perifrasi, ma assenti dal corteo sono Andromeda, Esperia, Anassarete e Circe (le prime tre amate, rispettivamente, da Perseo, Esaco ed Ifi, l'ultima, amante non corrisposta di Glauco). Altri personaggi nominati: Lelio, Scipione Africano (Maggiore), Serse e il padre di Scilla, Niso.

Triumphus Cupidinis III

Trama

Alla guida che lo esorta a muoversi per seguire il corteo dei vinti d'Amore di cui ella fa parte, Petrarca manifesta il suo desiderio di conoscere l'identità e le vicende di altri personaggi. Riprendendo la parola, la guida indica, allora, a Petrarca una lunga serie di vittime di Amore, tratte dalla storia antica e moderna. La sfilata di questi personaggi è bruscamente interrotta dall'ingresso, sulla scena del poema, di "una giovenetta ... / pura assai più che candida colomba" (vv. 89-90), ossia Laura. "Con parole e con cenni" (v. 93) Laura conquista il cuore di Petrarca, che diventa così, anche lui, prigioniero di Amore. Il capitolo si chiude con una lunga digressione dedicata ai mutamenti prodotti nella vita e nell'animo del poeta dal suo innamoramento (vv. 100-129, 145-184) e alla descrizione dell'indifferenza e della bellezza della donna amata (vv. 130-144).

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Personaggi

La rassegna dei personaggi di questo capitolo è aperta da una nutrita serie di coppie (o di singoli personaggi appartenenti a coppie) illustri per la fedeltà coniugale della donna: Pompeo e Cornelia; la danaide Ipermestra (che risparmiò il marito Linceo); Piramo e Tisbe; Leandro e Ero; Ulisse (trattenuto da Circe e attesto dalla moglie Penelope); Mitridate e Ipsicratea, la moglie di Marco Giunio Bruto, Porzia, e Giulia, prima moglie di Pompeo. Per contrasto, la rassegna accoglie, insieme ad Agamennone, l'adultera coppia dei suoi assassini, Egisto e Clitemnestra, mentre l'unico personaggio estraneo al gruppo è Annibale, innamorato di "vil femminella". Ai personaggi del mito seguono quelli delle Sacre Scritture, celebrati per i loro amori leciti o illeciti e violenti: Abramo e Sara, Isacco e il figlio Giacobbe (sposi, rispettivamente, di Rebecca e di Rachele), David e Salomone (succubi di passioni indegne, l'uno per Betsabea, l'altro per alcune donne straniere), Tamar (violentata da Amnon e vendicata da Assalonne), Sansone e Dalila, Giuditta e Oloferne, Sichem (seduttore di Dina) e suo padre Camor, Assuero (marito di Ester), Erode I e Mariamne. Alla terna di mogli esemplari Pocri, Artemisia e Deidamia, è poi contrapposta quella delle incestuose Semiramide, Biblide e Mirra. La presentazione delle coppie moderne (Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, Paolo e Francesca) è interrotta dall'apparizione di Laura. Altri personaggi citati nel capitolo: Tolomeo XIII.

Triumphus Cupidinis IV

Trama

Petrarca, entrato ormai a pieno titolo tra i personaggi del Trionfo, presenta una categoria particolare di vittime d'Amore, quella formata dai poeti. Davanti agli occhi dello spettatore sfilano così i poeti d'amore greci (vv. 13-18 e 25-27), latini (vv. 19-24), italiani (vv. 28-38) e provenzali (vv. 38-57), seguiti, senza una logica apparente, da tre amici di Petrarca, Tommaso Caloiro, Socrate e Lelio. A sancire la sua appartenenza a questo gruppo di prigionieri, Petrarca rievoca poi l'evento della sua incoronazione poetica. Dopo aver espresso il rimpianto per non essere mai riuscito a possedere Laura, Petrarca profetizza la prossima disfatta di Amore. Il capitolo si chiude con il trasferimento del corteo nell'isola di Cipro, dove ha luogo la cerimonia trionfale.

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Personaggi

Il capitolo è concepito come un catalogo dei poeti d'amore di tutti i tempi, ripartito in base a un criterio di nazionalità. La lirica greca è rappresentata da Orfeo, Alceo, Pindaro, Anacreonte e Saffo, mentre gli alfieri della poesia erotica latina sono indicati in Virgilio, Ovidio, Catullo, Properzio e Tibullo. Tra i poeti italiani, poi, oltre a Dante e a Cino da Pistoia (accompagnati, rispettivamente, da Beatrice e da Selvaggia), figurano Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Onesto da Bologna, i Siciliani, Sennuccio del Bene e Franceschino degli Albrizzi. Notevole, infine, il corpus dei poeti provenzali, formato da: Arnaut Daniel, Peire Vidal, Peire Rogier (o, secondo altri, Peire Bremon), Raimbaut d'Aurenga, Peire d'Alvernha, Giraut de Bornelh, Folquet de Marselha, Jaufre Rudel, Guilhem de Cabestanh, Aimeric de Peguilhan, Bernart de Ventadorn, Uc de Saint Circ Gaucelm Faidit. Incongrua, rispetto al contesto, è invece la presenza di tre amici di Petrarca, dei quali solo il primo fu poeta: Tommaso Caloiro da Messina, Socrate (cioè Ludwig van Kempen) e Lelio (cioè Angelo di Pietro Stefano Tosetti).
Altri personaggi citati nel capitolo: Euridice, Beatrice di Monferrato, Omero, Filomela e Procne.


Triumphus Pudicitie

Trama

Alla vista di uomini e dèi aggiogati al carro di Cupido, il poeta si rassegna al suo destino di prigioniero di Amore e si prepara a rappresentare la scena che sta per svolgersi sotto i suoi occhi. Dopo aver respinto vittoriosamente l'assalto di Amore, Laura passa al contrattacco e sconfigge Cupido. All'assalto partecipano molte virtuose compagne della bella "giovenetta", che Petrarca passa in rassegna all'interno di una lunga disgressione (vv. 127-62 e 187-93). Il capitolo si chiude con il racconto del viaggio del corteo vittorioso da Cipro a Roma, attraverso Baia, l'antro della Sibilla Cumana e Linterno. Nella Città Eterna, esattamente all'interno del Tempio della Pudicizia, viene celebrato il trionfo vero e proprio.

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Personaggi

A parte alcune illustri vittime d'Amore, ricordate in apertura del testo (Febo, Leandro, Giunone, Didone, Enea), i personaggi più significativi di questo trionfo sono rappresentati da figure esemplari per castità, appartenenti alla storia e alla mitologia greca e romano-italica, nonché alla Bibbia: Lucrezia, Penelope, Virginia (ricordata con il padre Virginio), le mogli dei Teutoni sconfitti da Mario ad Aquae Sextiae ("le tedesche"), Giuditta, Ippona, la vestale Tuccia, Ersilia e le Sabine, Didone (in veste di inconsolabile vedova di Sicheo), l'etrusco Spurinna, il greco Ippolito e l'ebreo Giuseppe. Unico personaggio 'moderno' presente nella rassegna è la fiorentina Piccarda Donati. In ultimo, al corteo che passa per Linterno si unisce Scipione Africano.
Altri personaggi citati nel trionfo: Camilla e le Amazzoni, Cesare, Annibale, David e Golia, Ciro il Grande, la regina scita Tamiri, il gigante Tifeo, Medusa, le Muse (Calliope e Clio in particolare) e la romana Sulpicia.


Triumphus Mortis I

Trama

Lo sviluppo narrativo del capitolo si svolge attraverso tre scene distinte: nella prima si rappresenta l'incontro del corteo trionfale, formato da Laura e dalle sue compagne, con la Morte (vv. 1-72) nella seconda, la raffigurazione dell'intero mondo abitato come un vasto cimitero, offre al poeta lo spunto per una meditazione-ammonizione sulla vanitas mundi (vv. 73-100); infine, l'ultima scena è dedicata alla descrizione di Laura sul letto di morte e alla narrazione degli ultimi istanti della vita dalla donna (vv. 103-72).

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Triumphus Mortis II

Trama

Il capitolo è interamente occupato dal racconto del colloquio svoltosi tra Petrarca e il fantasma di Laura, apparso in visione al poeta la notte successiva alla morte della donna. A Petrarca che interroga l'amata su quanto sia dolorosa la morte e su quali furono i sentimenti da lei realmente provati nei suoi confronti, Laura risponde in modo rassicurante che la morte è solo un rapido passaggio alla vera vita (vv. 28-75) e che ella, quando visse, lo amò sinceramente, ma che per salvare entrambi dal peccato volle nascondere i propri sentimenti (vv. 76-159).

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Personaggi

Personaggi storici, mitologici e letterari, citati nel capitolo: Titone, Silla, Mario, Nerone, Caligola, Mezenzio, Aurora


Triumphus Fame I

Trama

Dopo il trionfo della Morte su Laura, fa il suo ingresso sulla scena del poema "quella / che trae l'uom del sepolcro e 'n vita il serba" (vv. 8-9), ossia la Fama. Questa è accompagnata da uno stuolo di uomini illustri per azioni o per opere intellettuali. Il corteo, sul quale indugia la descrizione di Petrarca, è aperto dai personaggi d'azione romani, quasi tutti appartenenti al periodo repubblicano.

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Personaggi

Ricchissimo il catalogo degli eroi romani, in molti casi introdotti a coppie o a terne. Dietro a Cesare e Scipione Africano (che procedono alla destra della stessa Fama) sfilano: Scipione Emiliano e Augusto; G. Cornelio Scipione Calvo e P. Cornelio Scipione; Scipione Asiatico e Scipione Nasica; C. Claudio Nerone; Q. Fabio Massimo il Temporeggiatore; Q. Fabio Massimo Rulliano e Q. Fabio Massimo Allobrogico; Catone il Censore e Catone l'Uticense; Lucio Emilio Paolo sr e Lucio Emilio Paolo jr; Lucio G. Bruto e Marco G. Bruto; M. Claudio Marcello sr e M. Claudio Marcello jr; M. Attilio Regolo; M. Curio Dentato e C. Fabrizio Luscino; Lucio Q. Cincinnato e C. Attilio Regolo; M. Furio Camillo; Tito M. Torquato; P. Decio Mure sr e P. Decio Mure jr; Marco Curzio; Lucio Mummio, M. Valerio Levino, M. Acilio Glabrione e Tito Q. Flaminino; C. Popilio Lenate; M. Manlio Capitolino; Orazio Coclite; C. Muzio Scevola; Caio Duilio; C. Lutazio Catulo; Appio Claudio Cieco; Pompeo; L. Papirio Cursore; M. Valerio Corvo; Lucio Volumnio; Aulo Cornelio Cosso, Q. Publilio Filone e C. Marcio Rutulo; L. Siccio Dentato, Marco Sergio e M. Cesio Sceva; Mario; Q. Fulvio Flacco; M. Fulvio Nobiliore; Tiberio Sempronio Gracco; Q. Cecilio Metello sr., Q. Cecilio Metello il Macedonico e Q. Cecilio Metello il Numidico (seguiti da altri due Q. Cecilio Metello, il Cretico e il Balearico); Vespasiano e Tito; Nerva e Traiano; Adriano e Antonino Pio; Marco Aurelio; i sette re di Roma, tra i quali spiccano Romolo e Tarquinio il Superbo.

Altri personaggi citati, direttamente o attraverso una perifrasi: Annibale, Mida, Crasso, Bacco, Ercole, Epaminonda, Catilina, Giugurta, Domiziano.

Triumphus Fame II

Trama

Pieno d'ammirazione per gli eroi romani che sfilano davanti ai suoi occhi, Petrarca continua la sua rassegna presentando "i pellegrini egregi" (v. 7), cioè i più famosi uomini d'azione stranieri, antichi e moderni.

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Personaggi

Il 'catalogo' dei personaggi stranieri illustri per le loro imprese è ancor più nutrito di quello dei romani (cfr. TF I), ma come quello strutturato in gruppi, ed è aperto da Annibale. Al condottiero cartaginese seguono: un primo nucleo di eroi del ciclo troiano (Achille; Ettore e Enea); i persiano-macedoni Dario I e Ciro II (o Dario III); Filippo II e Alessandro Magno; Alessandro il Molosso; i tebani Bacco, Ercole e Epaminonda; gli altri greci del ciclo troiano (Aiace Telamonio, Diomede e Ulisse, Nestore, Agamennone e Menelao); lo spartiate Leonida; gli ateniesi esiliati Alcibiade, Milziade, Cimone, Teseo, Temistocle e Aristide (a cui si associa, per simile destino, il generale Focione); il re d'Epiro Pirro I; il numida Massinissa; Gerone II di Siracusa; Amilcare Barca; il re di Lidia Creso; il re dei Masselisi Siface; il gallo Brenno. Conspicuo anche il gruppo dei personaggi biblici: David, Salomone, Mosè, Giosuè; Abramo, Isacco e Giacobbe; Giuseppe, ed inoltre Adamo, il patriarca Noè, Nembrot, Giuda Maccabeo.
A questo gruppo segue un manipolo di eroine, formato da alcune Amazzoni (Antiope, Orizia, Ippolita e Menalippe, Pentesilea), dalla latina Camilla e dalle regine Tamiri, Semiramide, Cleopatra e Zenobia. Dopo l'ebrea Giuditta, sfilano i sovrani orientali: Belo, Nino, Nabucodonosor, Zoroastro, Orode I e Mitridate VI. Dopo Mitridate vengono il re Artù e tre imperatori romani, Lucio Settimio Severo, Teodosio I e Carlo Magno. Chiudono il corteo i moderni Goffredo da Buglione, il Saladino, Ruggero di Lauria, Henry di Lancaster, Roberto I d'Angiò e Stefano Colonna.
Altri personaggi citati, esplicitamente o attraverso una perifrasi: Fabrizio, Alcide, Ciro il Grande, Oloferne, il pastore mitologico Argo.

Triumphus Fame III

Trama

Una voce misteriosa (forse quella della guida) invita Petrarca a rivolgere la sua attenzione ai personaggi che sfilano alla sinistra della Fama. Si tratta di uomini, esponenti della cultura greca e latina, che acquistarono meriti per le loro opere intellettuali nei più diversi campi delle scienze: dalla filosofia alla poesia, dall'oratoria alla storiografia, dalla medicina all'erudizione.

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Personaggi

La rassegna degli uomini illustri per dottrina si apre con tre coppie di maestri nelle rispettive discipline, e cioè i filosofi Platone e Aristotele (a quali seguono Pitagora, Socrate e Senofonte), i poeti Omero e Virgilio e gli oratori Cicerone e Demostene. Poi, in modo dichiaratamente disordinato (cfr. vv. 28-33), si citano il legislatore Solone e gli altri sei sapienti greci (Chilone, Cleobulo, Talete, Biante, Pittaco e Periandro); gli storici ed eruditi latini Varrone, Sallustio, Livio e Plinio il Vecchio; il filosofo Plotino; gli oratori romani Crasso, Antonio, Q. Ortensio Ortalo, Servio Sulpicio Galba, C. Licinio Calvo e C. Asinio Pollione; gli storici greci Tucidide ed Erodoto; lo studioso di geometria Euclide; il filosofo Porfirio; il medico Ippocrate (preceduto dai fondatori della disciplina, Apollo ed Esculapio, e seguito dal continuatore Galeno); i filosofi Anassarco, Senocrate, Archimede, Democrito, Ippia, Arcesilao, Eraclito, Diogene, Anassagora, Dicearco; gli scrittori latini Quintiliano e Seneca; lo storico greco Plutarco; i filosofi Carneade, Epicuro (e i suoi seguaci Metrodoro e Aristippo), Crisippo, Zenone e Cleante.
Altri personaggi citati esplicitamente o attraverso una perifrasi: le Muse, Laerte, Teti, Achille, l'oratore Eschine, il filosofo Ferecide.


Triumphus Temporis

Trama

Sorpreso dal repentino ritorno del giorno, il poeta ha modo di ascoltare un discorso del Sole (cfr. vv. 1-30), che lo induce a riflettere sul rapido trascorrere del tempo e sulla caducità dei beni mondani, e lo spinge ad ammonire gli uomini affiché si convertano in tempo ai valori perenni dello spirito (vv. 31-84). Mentre contempla una schiera di uomini fiduciosi nell'immortalità della loro fama, Petrarca ode profetizzare da un'ignota voce l'oscurità e l'oblio per quanti furono illustri in ogni epoca della storia (vv. 100-26). Quindi, meditando sugli errori degli uomini, assiste alla celebrazione del trionfo del Tempo sulla gloria mondana (vv. 127-45).

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Triumphus Eternitatis

Trama

Dopo aver mostrato la labilità delle costruzioni umane, Petrarca passa ad illustrare le caratteristiche del mondo ultraterreno, sottratto alla corruzione del Tempo, in quanto immerso in un eterno presente. La dimensione visionaria del poema lascia il posto, in quest'ultimo capitolo, a quella scopertamente profetica: il trionfo dell'Eternità, infatti, diversamente dagli altri cinque, non è rappresentato nel suo svolgimento, ma soltanto preannunciato ("Questi triumphi, i cinque in terra giuso / avem veduto, ed a la fine il sexto, / Dio permettente, vederem lassuso", vv. 121-23). La lunga riflessione, non priva di spunti apocalittici, sulla fine del Tempo e della Storia approda, nella parte conclusiva dell'opera, all'apoteosi di Laura dopo il Giudizio universale.

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Triumphus Mortis Ia

Trama

Il frammento, di appena 21 versi, descrive il ritorno di Laura in Provenza dopo la sua vittoria su Amore.

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Personaggi

Personaggi citati (non esplicitamente): Ottaviano Augusto, Mario.

Triumphus Fame Ia

Trama

Dopo il colloquio notturno con il fantasma di Laura (cfr. TM II), Petrarca si sveglia appena in tempo per assistere a una nuova visione, quella del trionfo della Fama. Nell'accingersi a rappresentare gli uomini d'azione illustri, romani e stranieri, che compongono il seguito della "gran reina" (v. 20), Petrarca rivolge un'invocazione alla musa Polimnia e alla Memoria (vv. 13-15), affinché lo assistano nel suo canto, ed offre una breve sintesi della materia del capitolo (vv. 16-21), sintesi che svolge a tutti gli effetti la funzione di una protasi e costiuisce perciò un'ulteriore prova dell'appartenenza di questo capitolo ad una diversa fase progettuale del poema (cfr. II nucleo primitivo del poema).

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Personaggi

I personaggi di TF Ia sono sostanzialmente gli stessi di TF I e II. A prescindere, infatti, dal numero delle eroine, dei personaggi biblici e dei moderni, più ridotto rispetto a TF II, la principale differenza tra TF Ia e i primi due capitoli della redazione canonica del Trionfo, è costituita dalla presenza nell'abbozzo dei seguenti personaggi, assenti nel catalogo degli eroi romani di TF I: Druso Maggiore, P. Valerio Publicola, Aulo Postumio, Appio Claudio Caudice, Emilio Mamerco, Lucio Cecilio Metello, Appio Claudio Decemviro (o Appio Claudio Console o Appio Claudio Crasso), Manlio Vulsone e Lucio Marcio Settimo, nonché i re d'Albalonga (Ascanio, Ati, Numitore, Silvio, Proca, Latino - accostato all'omonimo re degli Aborigeni, padre di Lavinia - Agrippa), Tiberino e Aventino, i "primi italici regi" (Saturno, Pico, Fauno e Giano) e Turno. Rispetto a TF II, poi, in TF Ia compaiono in più i seguenti eroi stranieri: Santippo, Gilippo, Dardano, Troo, Priamo, Aiace d'Oileo, Tideo, Polinice e Filopemene.
Altri personaggi citati: Asdrubale Barca.

Triumphus Fame IIa

Trama

Dopo aver contemplato la schiera degli uomini d'azione che procedono a destra della Fama, il poeta rivolge la sua attenzione agli uomini di studio, che sfilano nella parte sinistra del corteo. Si tratta principalmentedi filosofi, poeti e storiografi, appartenenti sia alla cultura greca sia a quella latina.

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Personaggi

I protagonisti di questo capitolo coincidono solo in parte con quelli di TF III. Compaiono, infatti, solo in TF IIa i seguenti personaggi: i filosofi greci Parmenide, Antistene, Anacarsi, Crantore, Anassimene, Calano, Empedocle; i poeti greci e latini Euripide, Sofocle, Persio, Giovenale, Orazio, Claudiano, Stazio, Lucano, Columella, Marziale, Ausonio; i poeti latini arcaici Lucilio, Ennio, Pacuvio, Plauto, Accio, Nevio; i poeti d'amore greci e latini Anacreonte, Alceo, Catullo, Properzio, Ovidio, Tibullo, Ibico, Saffo (tutti eccetto Ibico già in TC IV); gli storici Pompeo Trogo, Giustino, Festo, Floro, Polibio, Q. Claudio Quadrigario, Flavio Giuseppe, Egisippo, Giulio Celso Costantino, Darete Frigio, Ditti Cretese, Cornelio Nepote, P. Cornelio Tacito, Valerio Massimo, Valerio Anziate, Paolo Orosio, Eutropio, Q. Curzio Rufo); i filosofi Cinea e Carmada.
Altri personaggi citati nel Trionfo: Creso.