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Uc de Saint Circ

Trovatore provenzale, attivo tra il 1211 e il 1257. Di origini modeste (nato nel Caorsino, prese il nome dal castello di cui suo padre era valvassore), cominciò a dedicarsi all'arte del "jongleur" quando studiava a Montpellier. Soggiornò in Francia e in Spagna. Dopo la crociata contro gli Albigesi venne in Italia, dove rimase dal 1220 al 1253, prima alla corte di Corrado Malaspina e poi in quella di Alberico da Romano. La sua produzione poetica comprende 44 componimenti, di cui 15 canzoni, 18 tra coblas e sirventesi (alcuni dei quali scritti a sostegno della politica guelfa di Alberico contro Federico II e Ezzelino da Romano), 9 tenzoni, un partimen, un salutz d'amor. Il suo nome rimane legato, fondamentalmente, all'attività di antologizzatore e divulgatore, in Italia, della poesia trobadorica, giunta alla sua ultima stagione. A lui spetta, infatti, la compilazione di razos e vidas, densamente romanzate, di vari trovatori, tra i quali Bernart de Ventadorn e Bertran de Born. Secondo alcuni studiosi con Uc de Saint Circ andrebbe identificato il grammatico provenzale Uc Faidit, che nel 1240 scrisse su commissione di due gentiluomini di Federico II (Iacopo de Mora e Corrado Zucchi di Sterleto) il Donatz proensals, cioè la più antica grammatica della lingua d'oc che ci sia pervenuta. Petrarca cita Uc de Saint Circ in TC IV 55, in compagnia di Aimeric de Peguilhan, Bernart de Ventadorn e Gaucelm Faidit.