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Tommaso Caloiro (o Caloria)

Poeta messinese (1302- 1341). Compagno di studi di Petrarca a Bologna, Tommaso è il destinatario di ben nove lettere Familiari, quasi sicuramente tutte fittizie, cioè scritte unicamente per la raccolta (Fam. I 2; 7; 8; 9; 10; 11; 12; III 1; 2). Autore del sonetto Messer Francesco, sì come ognun dice (a cui Petrarca avrebbe risposto con il sonetto estravagante Il mio disire ha sì ferma radice), Tommaso è stato ritenuto in passato il destinatario di alcuni sonetti del Canzoniere, cioè i Fagmenta 7, 25 e 26 (cfr. Lo Parco 1932, pp. 124-31). Petrarca ne piange la prematura scomparsa (avvenuta a Messina, dove Tommaso era ritornato alla fine del 1324 o all'inizio del 1325) in due lettere, le Fam. IV 10 e 11, indirizzate rispettivamente a Pellegrino e Giacomo Caloiro, fratelli del poeta. Nella prima di queste epistole si legge anche un breve epigramma latino, scritto da Petrarca per il sepolcro dell'amico: "Indolis atque animi felicem cernite Thomam, / Quem rapuit fati precipitata dies. / Hunc dederat mundo tellus vicina Peloro, / Abstulit hec eadem munus avara suum, / Florentemque nova iuvenem virtute repente / Succidit misero mors inimica michi. / Anne igitur grates referam pro munere tanto, / Carminibus siculum litus ad astra ferens? / Anne gemam potius simul indignerque rapinam? / Flebo. Nichil miseris dulcius est gemitu". Alla recente perdita di Tommaso Petrarca allude anche in TC IV 59-63 "... e vidi 'l bon Thomasso, / ch'ornò Bologna, ed or Messina impingua. / O fugace dolcezza! o viver lasso! / Chi ti tolse sì tosto dinanzi, / senz'al qual non sapea movere un passo?" (passo a proposito del quale è da notare che la rima Thomasso : lasso era già nell'estravagante Il mio disire, 11 : 14).