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Spurinna

Giovane etrusco di straordinaria bellezza, oggetto dell'universale ammirazione femminile, si sfegiò deliberatamente il volto per non esser sospettatto da mariti e genitori di circuire le loro mogli e le loro figlie. L'aneddoto, che Petrarca leggeva in Valerio Massimo IV 5, ext. 1, è rievocato dal poeta in Rem. I 2 (Prose, p. 616); 72, p. 80; II 1, p. 126. Insieme a Ippolito, Giuseppe e "parecchi altri" (TP 190) non menzionati da Petrarca, Spurinna figura in coda al corteo del Triumphus Pudicitie: "e 'l giovene toscan che non ascose / le belle piaghe che 'l fer non sospetto" (vv. 187-88).