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Sansone

Personaggio biblico, giudice d'Israele (XII sec. a. C.). Sin da giovinetto si distinse per la sua straordinaria forza fisica, che lo portò in breve tempo a divenire il campione degli Ebrei nella lotta contro i Filistei. Innamoratosi della filistea Dalila, S le rivelò che il segreto della sua forza risiedeva nella sua lunga chioma, intonsa sin dalla nascita. Tradito dalla donna, che gli tagliò i capelli durante il sonno, S. fu accecato e fatto prigioniero dai Filistei, che lo condannarono a girare la macina di un mulino. Incatenato alle colonne del tempio dei Filistei in occasione di una loro festa sacra, S. che nel frattempo aveva recuperato con i suoi capelli anche la sua forza, provocò il crollo dell'edificio uccidendendo sé stesso e tutti i Filistei (cfr. Idc 13-16). La vicenda del suo amore per Dalila (di cui si legge, ad es., anche in Andrea Cappellano, De am. III XXXIII, p. 320 e R. Rose 9173-76 e 16647-58) è rievocata da P. in TC III 49-51: "... vedi Sampsone, / vie più forte che saggio, che per ciance / in grembo a la nemica il capo pone".