| Guida alla Lettura |
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Procne (o Progne)
Personaggio della mitologia greca. Figlia del re ateniese Pandione, sposa del tracio Tereo. Per punire il marito che le aveva sedotto con la forza la sorella Filomela, Procne gli diede in pasto le carni del figlioletto Iti. A salvarla dall'ira di Tereo intervennero gli dèi, che la trasformarono in rondine, mentre la sorella fu mutata in usignolo. Una versione più antica del mito, di origine attica (accolta tra i latini dai soli Catullo LXV 13-14 e Varrone, De lingua latina V 11, 76), attribuisce a Filomela la metamorfosi in rondine e a Procne quella in usignolo. A questa versione, reperita presumibilmente in antiche compilazioni di mitografia, si attiene anche Dante in Purg. IX 13-15 e XVII 19-20. L'altra versione, invece, è attestata nella letteratura latina per la prima volta da Virgilio (cfr. Geor. IV 15 e 511; in Ecl. VI 78-81 si parla solo della metamorfosi di Tereo in upupa) ed è ambiguamente seguita da Ovidio: il poeta di Sulmona, infatti, che in Met. VI 421-674 non dà indicazioni sugli uccelli nei quali furono trasformante le Pandionidi, assegna a Procne la trasformazione in rondine in Ars II 383-84 e quella in usignolo in Her. XV 154. Alla versione virgiliana si attengono entrambe le allusioni al mito di Procne e Filomela reperibili in Petrarca: TC IV 130-32 "Era ne la stagion che l'equinotio / fa vincitore il giorno, e Progne riede / con la sorella al suo dolce negotio" e RVF 310, 3 "e garrir Progne et pianger Philomena".
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