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Pico

Personaggio mitologico, re italico figlio di Saturno e padre di Fauno. Secondo una leggenda, raccontata da Ovidio, Pico respinse le profferte amorose della maga Circe perché fedele alla moglie Canente. La maga lo trasformò, per vendetta,  in un picchio condannandolo a non più tornare dalla moglie la quale, per il dolore, si consumò fino a scomparire.

Pico compare anche, insieme a Fauno, quale divinità agreste nelle leggende relative a Numa Pompilio e alla moglie / amante di quest’ultimo, la ninfa Egeria. Il secondo re di Roma, infatti, su consiglio della ninfa, avrebbe prima catturato e poi costretto le due divinità a rivelargli i riti per placare l’ira di Giove e salvare la propria città.

Vedi Ovidio, Met., XIV, 320-434; Fasti, III, 285-329; Virgilio, Aen., VII, 45-9 e  187-91; Agostino, De Civ., XVIII, 15; Boccaccio, A.V., VII, 10-13.

Petrarca colloca Pico insieme a Canente nel corteo di Amore in TC II, 175-77, rievocando la vicenda della sua metamorfosi in Picchio: «Canente e Pico, un già de’ nostri regi, / or vago augello; e chi di stato il mosse, / lasciogli il nome e ‘l real manto e i fregi». Pico è anche ricordato in TF Ia, 119 nella schiera dei «primi italici regi» insieme a Saturno, Fauno e Giano.

Cfr. anche Afr., VIII, 939-40.