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Peire d'Alvernha

Trovatore provenzale, attivo tra il 1158 e il 1170. Originario della zona di Clermont, Peire nacque da famiglia borghese e visse nella corte provenzale di Raimondo V di Tolosa e in quelle spagnole di Raimondo Berengario IV di Barcellona, Alfonso VII di Castiglia e Ferdinando II di Léon. Coltivò la maniera poetica del trobar clus, subendo l'influsso di Marcabruno. I testi che ci sono pervenuti, circa una ventina, sono alcuni d'ispirazione amorosa, altri d'argomento morale e religioso. A parte sta invece il 'vers' Chantarai d'aquestz trobadors, una rassegna satirica di dodici poeti contemporanei, composta nel 1170. Considerato, secondo quanto scrive la Vida, come "lo meillor trobador del mon, tro que venc Guirautz de Borneill" (Boutière-Schutz 1973, p. 263), Peire rappresenta una figura di transizione tra la generazione dei trovatori della prima metà del XII secolo (Marcabruno, Jaufre Rudel) e quella dei poeti fioriti intorno al 1170 (Raimbaut d'Aurenga, Bernart de Ventadorn, Giraut de Bornelh). Petrarca lo cita in TC IV 48, in coppia con Giraut de Bornelh, come "(i)l vecchio Pier d'Alvernia", dove l'aggettivo "vecchio" è riferito dai commentatori tanto alla sua longevità, quanto alla sua antichità, entrambe parimenti testimoniate dalla Vida del trovatore e da Dante (che in D.v.e. I X 2 accosta l'Alverniate appunto ad "alii antiquiores doctores").