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Lucio Domizio Nerone
(37-68 d. C.)

Imperatore romano dal 54 al 68 d. C. Dopo un periodo iniziale di governo moderato e illuminato, sviluppò una tendenza all'assolutismo monarchico che ne fece il prototipo del tiranno ingiusto e crudele. Artefice dell'assassinio del fratellastro Britannico (55) e della madre, Agrippina Minore (59), fece uccidere nel 59 anche la moglie Ottavia, per sposare in seconde nozze Sabinia Poppea, che aveva tolto con la forza al legittimo consorte Marco Salvio Otone. Presunto responsabile dell'incendio che devastò Roma nel 64 e del quale incolpò i cristiani, Nerone sventò una congiura ordita contro di lui dai Pisoni nel 66. Tra le vittime illustri della repressione che colpì i congiurati ci furono Seneca, Lucano e Petronio. Morì ucciso da un liberto. Petrarca, che in TC I 97-99 lo menziona tra i prigionieri di Cupido quale amante di Poppea ("Neron è il terzo, dispietato e 'ngiusto /... pien d'ira e di disdegno/ femina il vinse, e par tanto robusto"), altrove lo cita sempre all'interno di cataloghi di famosi tiranni (cfr. TM II 43-5; dispersa Quel ch'à nostra natura in sé più degno 65-75; Fam. III 7, 3 "... cum quibus nullus Phalaris, nullus Agathocles, nullus Dyonisius, nullus denique Gaius aut Nero omniumque fedissimus Eliogabalus possit de impudicitia et feritate contendere").