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Publio Cornelio Scipione Nasica

Condottiero romano (II secolo a. C). Figlio di Scipione Calvo, nonché cugino dell'Africano Maggiore, fu console nel 191 a. C. Sconfisse i Lusitani e i Galli Boi. Insieme a Scipione Africano e a Scipione Asiatico forma il guppo dei "tre figli" dei "duo padri" (cioè Publio Cornelio Scipione e Scipione Calvo), citati in TF I 40. All'Asiatico è accostato anche in TF Ia 85-87. Con tutti gli Scipioni, accumunati dal fatto di esser sepolti fuori Roma (eccetto l'Africano Minore e l'Asiatico), è citato in Rem. II 125, p. 246. In altri luoghi (cfr. Rem. I 106, p. 107; II 38, p. 196; Ot. I, pp. 612-14) Petrarca fa riferimento a un episodio della vita di Scipione Nasica, narrato da numerose fonti (Livio XXIX 14, 8; Per. XLIX; Plinio il Vecchio VII 34, 120; ps.-Plinio, Vir. ill. 44, 1; Solino I 115; Valerio Massimo VIII 15, 3), secondo le quali nel 204 il senato lo designò quale cittadino più adatto, in quanto più virtuoso, per accogliere ad Ostia la statua di Cibele (fatta venire dal santuario di Pessinunte a scopo propriziatorio nella guerra contro i Cartaginesi).