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Caio Mario
Caio Mario, generale e politico romano (157-87 a. C.). Esponente del partito democratico, fu console nel 107. Vincitore nel 105 della guerra contro Giugurta, re di Numidia (iniziata nel 112 e condotta da Calpurnio Bestia e Quinto Metello), consolidò il proprio prestigio riportando negli anni successivi le importanti vittorie sui Teutoni ad Aquae Sextiae (102) e sui Cimbri a Vercelli (101) (cfr. Livio, Per. LXVI-LXVIII; Sallustio, Iug. LXXXII-CXIV; Valerio Massimo II 2, 3; III 3, 6; VI 9, 14; Floro I 36, 13-15; 38; ps.-Plinio, Vir.ill. 67; Eutropio IV 27-V 2; Orosio V 15, 8-18; 16, 9-16). Con la nomina a console di Silla (88), iniziò una feroce campagna di opposizione tra i democratici di Mario e l'oligarchia senatoria, capeggiata dal console. Mario fu proscritto, ma riuscì a tornare a Roma con l'appoggio dei popolari di Cinna. Nel 87 fu console per la settima ed ultima volta. Per le sanguinose rappresaglie antisillane ordinate da Mario nell'87 (narrate da Lucano II 93-133 e Valerio Massimo IX 2, 2) Petrarca lo cita come esempio di tiranno, insieme a Silla, Nerone, Caligola e Mesenzio in TM II 43, mentre in TF I 109-11 e in molti altri luoghi delle sue opere (Gest. Ces. 2, 5; Rem. II 9, p. 136; Afr. II 156-65; V 763-66; Epyst. I 3, 44-49; Fam. II 4, 31; XIII 4, 14; XXIII 1, 4; SN 2, p. 170) lo ricorda come defensor patriae per le sue numerose vittorie contro i nemici esterni di Roma. In particolare, la cruenta battaglia di Aquae Sextiae è rievocata in TF Ia 7-8 e 34-35 e in RVF 128, 44-48.
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