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Marco Claudio Marcello jr.

Condottiero romano, figlio di Marco Claudio Marcello sr (III-II secolo a. C.). Vincitore dei Galli Boi nel 196. I moderni commentatori ritengono che a lui e al padre si riferisca l'espressione "duo Marcelli" di TF I 53. Alcuni esegeti quattro-cinquecenteschi (Ilicino, Vellutello, Daniello e Castelvetro) pensano, invece, che il secondo Marcello non sia Marco Claudio Marcello jr, bensì un altro omonimo, console nel 51, che dopo l'avvento al potere di Cesare si ritirò in volontario esilio (e che per questo è lodato da Petrarca in Rem. II 67, p. 183). Marco Curzio. Eroe romano (IV secolo a. C.). La leggenda narra che nel 362 si aprì nel Foro una voragine incolmabile; avendo gli indovini predetto che si sarebbe richiusa solo con il sacrificio di ciò su cui si basava la potenza di Roma, Marco Curzio, comprendendo che si trattava del valore guerriero, si gettò nella fenditura in sella al proprio cavallo (cfr. Livio VII 6, 1-6; Valerio Massimo V 6, 2; Varrone, De ling. lat. V 32, 148; ps.-Virgilio, Culex 363-64; Plinio il Vecchio XV 20-78; Orosio III 5; Boccaccio, A.V. IX 61-66). Petrarca rievoca la leggenda di Marco Curzio in Afr. III 547-95; Epyst. II 14, 142-43; III 29, 100-2; Fam. VI 2, 10; X 1, 16; Rem. I 96, p. 99. In virtù del suo eroico sacrificio negli scritti petrarcheschi lo si trova spesso associato a Publio Decio Mure padre e figlio (cfr. TF I 70-72; Afr. IV 6-8; Sen. IV 1, p. 439; XVII 4, p. 607; Var. 48, 398-402).