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Ludwig van Kempen (Socrate).

Musicista fiammingo (1304-1361). Appassionato cultore dell'antichità classica e infaticabile collezionatore di libri (cfr. Billanovich 1972), Ludwig van Kempen (detto anche Ludovico Santo di Beringen) entrò al servizio di Giovanni Colonna come cantore di cappella nel 1330, trascorrendo tutta la vita presso la corte papale. Conosciuto da Petrarca nel 1330, alla corte vescovile di Giacomo Colonna, a Lombez, Ludwig fu uno degli amici più cari del poeta, che, per la gravità dei suoi costumi e la cortesia delle sue maniere, amò designarlo nei propri scritti con il soprannome di Socrate (cfr. Fam. IX 2, 8). Dedicatario della raccolta delle Familiares (cfr. I 1 e XXIV 13), nonché di numerose singole lettere (Fam. V 13; 14; 15; VII 3; 6; VIII 7; 8; 9; IX 2; 9; X 2; XII 7; XIV 2; XVI 3; 7; XX 15; XXI 9; XXII 8; 9; XXIII 13; Var. 14; Epyst. III 27; 28; 32), Socrate compare come interlocutore di Petrarca in BC X. Autore della lettera che il 19 maggio 1348 recò al poeta, allora a Parma, la notizia della morte di Laura (ad attestarlo è la nota obituaria vergata sul foglio di guardia del Virgilio Ambrosiano), Ludwig van Kempen è lodato per la sua indole affabile in Vit. sol. II XIV, p. 560 ed è rievocato con accenti di affettuosa commozione in TC IV 68-75, dove fa coppia con l'altro comune amico, Lelio. Proprio per dirimere una controversia sorta tra quest'ultimo e Socrate, fu necessario nel 1358 l'intervento dello stesso Petrarca, che racconta l'episodio nella lettera in morte di Ludwig, la Sen. I 3 (cfr. 7-8).