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Lucio Giunio Bruto, detto Bruto Maggiore

Politico romano (VI secolo a. C.). Nipote di Tarquinio il Superbo, secondo la tradizione guid˛ la rivolta che dopo il suicidio di Lucrezia, port˛ alla cacciata di Tarquinio da Roma. Insieme a Collaltino, marito di Lucrezia, fu nel 509 il primo console della repubblica romana. La sua fedeltÓ alla causa repubblicana lo spinse fino al punto di far giustiziare i suoi figli, colpevoli di aver cospirato in favore di Tarquinio (Livio II 4-5; Valerio Massimo V 8, 1; Floro I 3, 5; Orosio II 5, 1; Dante, Mon. II V 13). Fu ucciso in duello da Arunte, figlio di Tarquinio (cfr. Livio I 56-60; ps.-Plinio, Vir. ill. 10). Ricordato da Petrarca in Afr.III 738-802; Mem. III 1, 1-2; Fam.VI 2, 7; XXXIII 1, 2, Bruto Maggiore Ŕ oggetto di una biografia di Vir. ill. (V "De Iunio Bruto primo Romanorum consule") ed Ŕ menzionato insieme a Bruto Minore in TF I 53 e insieme a Tito Manlio Torquato in TF Ia 32-33. Evocato insieme agli Scipioni (l'Africano e l'Emiliano) in RVF 53, 37: "O grandi Scip´oni, o fedel Bruto".