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Leandro e Ero

Personaggi mitologici. Per incontrarsi con l'amata E., da Abido, città dell'Asia Minore, tutte le notti L. attraversava a nuoto l'Ellesponto, guidato dalla luce di una fiaccola, posta alla finestra della fanciulla. Una notte, spentasi accidentalmente la fiaccola, L. perse l'orientamento e moŕ annegato. Alla vista del cadavere dell'amato E. si suiciḍ gettandosi nel vuoto (cfr. Ovidio, Her.XVIII ["Leander Heroni"] e XIX ["Hero Leandro"] ; Am. II 16, 31-32; Ars II 249-50; Stazio, Theb. VI 542-47; Servio, in Geor. III 258; Ausonio, Cup. cr. 22-23; Fulgenzio, Mit. III 4; Myth. Vat.III 11, 19; Dante, Purg. XXVIII 71-74; Boccaccio, A.V .XXIV 52-69). Citati entrambi in TC III 21 (mentre il solo L. compare come "(i)l giovene d'Abido" in TP 8), i due giovani sono ricordati da P. anche in Rem. I 69 (Prose, p. 622) e Var. 32, 328-32.