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Giacobbe

Terzo patriarca ebraico, figlio di Isacco e di Rebecca, fratello gemello di Esaý. Dopo aver servito per sette anni lo zio Labano a cui aveva chiesto in moglie la figlia Rachele, la notte delle nozze fu ingannato dal suocero, il quale sostituž alla promessa sposa la sorella primogenita Lia. Per avere Rachele G. fu costretto a servire Labano per altri sette anni (cfr. Gn. 29, 15-30; Dante, Inf. IV 59-60). Ebbe una figlia e dodici figli, i quali, con i nipoti Efraim e Manasse, furono i capostipiti delle tribý d'Israele. Dopo una misteriosa lotta notturna con un angelo G. prese il nome di Israele. Dedicatario di una biografia del Vir. ill .(VIII "Iacob"), G. Ť citato insieme ad Abramo ed Isacco e in relazione alla vicenda del suo doppio matrimonio in TC III 34-39 ("Volgi in qua gli occhi, al gran padre schernito, / che non si muta, e d'aver non gl'incresce / sette e sette anni per Rachel servito / ... / Vedi 'l padre di questo, e vedi l'avo / ...") e in TF II 70-74 ("Poi vidi il padre nostro, a cui fu detto / ch'uscisse di sua terra ... / ... / seco il figlio e 'l nipote, a cui fu il gioco / fatto de le due spose ..."). Alla stessa vicenda si riferiscono Ot. I, p. 572 ("quot annos servivit homini Iacob ut mortalis ei sponsa contingeret!") e RVF 206, 55 ("per Rachel Ú servito, et non per Lia"). Sempre insieme al padre e al nonno Ť citato in Vit. sol. II II, p. 420.