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Caio Fabrizio Luscino

Politico romano (III secolo a. C.). Di famiglia plebea, ricoprý la carica consolare nel 282 e nel 278. Vinse in battaglia Sanniti, Tarentini, Bruzi e Lucani e sconfisse Pirro a Eraclea, rifiutando per il riscatto dei prigionieri i doni del re epirota. Celebre per la sua sobrietÓ ed integritÓ morale (attestate da Virgilio, Aen. VI 843-44; Valerio Massimo IV 3, 6; Dante, Purg. XX 25-27; Mon. II V 11; Boccaccio, A.V. IX 67-69), Fabrizio Ŕ protagonista di una biografia del Vir. ill. che segue, senza 'vite' interposte, quella di Manio Curio Dentato (Vir.ill. XIV "De Fabritio Lucinio"). Insieme a Curio, Ŕ ricordato da Petrarca anche in TF I 55 e Ia 29, mentre in TF II 32 Ŕ citato come 'parallelo' latino del greco Aristide. Citato anche in RVF 53, 40 e Afr. III 531.