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Esaco

Figlio di Priamo, re di Troia. Disperato per aver involontariamente causato la morte della ninfa amata, Esperia, si gettò per uccidersi da una rupe marina, ma fu trasformato in smergo, che da allora ripete il suo gesto (cfr. Ovidio, Met. XI 749-95). Insieme ad Esperia E. è ricordato da P. in TC II 160-62 ("lungo costor pensoso Esaco stare / cercando Hesperia, or sovra un sasso assiso, / ed ora sotto acqua, ed or alto volare") e in Epyst. I 4, 39-40 ("raptam Hesperiem memorans qui litore ab alto / mergitur assidue mortemque optare videtur").