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Publio Cornelio Scipione Emiliano,
detto Africano Minore

Politico e condottiero romano (185-129 a. C.). Figlio di Lucio Emilio Paolo, fu adottato da Publio, figlio dell'Africano Maggiore. Console nel 147, concluse vittoriosamente la terza guerra punica (149-146), radendo al suolo Cartagine. Nel 133 espugnò la città spagnola di Numanzia. Prestigioso esponente del partito aristocratico, si oppose con forza alla riforma agraria dei Gracchi. Raccolse intorno a sé intellettuali e scrittori, facendo della propria casa un circolo culturale filoellenico. In TF I 36 e Mem. I 3, 1 Scipione Emiliano è ricordato come "nipote" dell'Africano Maggiore (e poiché quest'ultimo aveva sposato una sorella di Lucio Emilio Paolo, l'Africano Minore gli fu veramente nipote nei due sensi). Le sue vittorie a Cartagine e a Numanzia sono ricordate in Fam. III 3, 10 e XIII 4, 13, mentre la sua ferrea disciplina militare è lodata in Fam. XII 2, 33; XXII 14, 12; Vit. sol. I IX, p. 402. Insieme all'Africano Maggiore è apostrofato da Petrarca in RVF 53, 37.