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Demofoonte e Fillide

Personaggi mitologici, figli il primo di Teseo e di Fedra, l'altra del re di Tracia Sitone. Dovendo partire dall'innamorata F., D. fissò alla donna un termine per il suo ritorno. Trascorso il giorno indicato, credendosi dimenticata dall'amante, F. si tolse la vita impiccandosi. Appresa la notizia della morte di F. anche D. si uccise (cfr. Ovidio, Her. II ["Phillis Demophoonti"]; Ars II 353-54; III 459-60; Rem. am. 591-608; ps.-Virgilio, Culex 131-33; Servio, in Ecl. V 10; R. Rose 1381-84; Dante, Par. IX 100-1; Boccaccio, A.V. XXV 61-69). P. cita la coppia mitologica soltanto tra gli innamorati di TC I (v. 127 "Quello è Demophoon, e quella è Phille"). Un'altra occorrenza di F., associata nel suicidio per amore a Didone, si trova nel sonetto, attribuito con scarso fondamento a P., Io son sì vago della bella Aurora 12-14: "Conven ch'io entri del tutto in la schiera / Di Dido e di Fillìs, le quai con ira / Spenser di questa vita la lumera" (Solerti, p. 162).