| Guida alla Lettura |
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David
Secondo re d'Israele della tribù di Giuda (1004 ca.-961 a. C.). Figlio del pastore Jesse, dopo aver abbattuto il gigante dei Filistei Golia (cfr. I Sm 17), sposò Micòl, figlia del re Saul, dal quale fu poi perseguitato. Dopo esser stato consacrato re dal profeta Samuele, si trasferì a Gesusalemme, che conquistò ai Gebusei. Successivamente combatté contro i Filistei. Innamoratosi di Betsabea, moglie di Uria, per poterla sposare fece in modo che il marito morisse in guerra. Rimproverato dal profeta Natan per il suo adulterio (dal quale nacque il figlio Salomone), D. si pentì amaramente (cfr. II Sm 11, 1-12; Ps 50, 2; ma anche Dante, Par. XXXII 11-12). La sua vecchiaia fu amareggiata dalla ribellione del figlio Assalonne. Fu autore di 49 salmi compresi nelle Sacre Scritture. Oltre che in Vit. sol. II X, p. 508, P. cita D. in relazione al suo adulterio con Betsabea in TC III 40-42 ("Poi vedi come Amor crudele e pravo / vince Davìt, e sforzalo a far l'opra / onde poi pianga in loco oscuro e cavo") e a proposito della sua vittoria su Golia in TP 100-103 (episodio rievocato incidentalmente anche in RVF 44, 5 e Sen. XII 2, p. 1004). All'intenzione di D. (abbandonata per ordine di Natan: cfr. II Sm 7 e I Par 17), di costruire il tempio di Gerusalemme per custodirvi l'arca della Santa Alleanza (per cui cfr. anche Dante, Purg. X 64-72), si riferisce TF II 55-56, mentre alla produzione di salmi del re d'Israele (produzione alla quale P. si ispirò nei suoi Ps. pen. e che lodò in BC I 53-109; Fam. X, 4 6 e 28-32; XXII 10, 7 e 11) si riferiscono TF Ia 157 ("Vidi Davìt cantar celesti versi") e TF IIa 56-57 ("... un solo / che cantava canzon vera e non finta").
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