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Marco Licinio Crasso

Politico romano (115 ca.-53 a. C.). Insieme a Pompeo domò la rivolta degli schiavi capeggiata da Spartaco (72-71) e con Pompeo e Cesare diede vita al primo triumvirato (60). Nominato proconsole della Siria, fu sconfitto e ucciso dai Parti a Carre. La sua proverbiale cupidigia (della quale parlano Cicerone, De off. III 18, 73 e Valerio Massimo IX 4, 1) è ricordata da Petrarca in Fam. III 18, 9; XIX 5, 3 e Sen. VI 8, p. 616. Per tale virtù è associato a Mida e contrapposto a Manio Curio Dentato e Caio Fabrizio Luscino in Fam. VII 3, 7 e in TF I 55-57. La sconfitta di Carre, inflitta dal re dei Parti Orode I a Crasso nel 53 (cfr. Livio, Per. CVI; Floro I 46; Giustino XLII 4, 4; Orosio VI 13, 1-4), è rievocata in TF II 127-29. In TF Ia 148-50 (come in Epyst. II 14, 140-41) si allude all'episodio, narrato da Floro I 46, 11 (ma cfr. anche Dante, Purg. XX 116-17), secondo il quale i Parti avrebbero colato oro fuso nella bocca del cadavere di Crasso, in dispregio della sua avidità.