| Guida alla Lettura |
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Circe
Personaggio mitologico, figlia del Sole e della ninfa Perse, nonché sorella di Eeta, re della Colchide. Dotata di poteri magici, trasformò in mostro marino la ninfa Scilla, sua rivale in amore, e in picchio il re Pico che l'aveva respinta. Sulla sua isola Eèa, prospiciente il monte Circeo, nel Lazio, accolse Ulisse e i suoi compagni, trasformandoli in porci. Sottrattosi all'incantesimo grazie ad un infuso di erbe donatogli da Hermes, Ulisse costrinse la maga a restituire sembianze umane ai suoi compagni, restando poi con lei per un anno intero (cfr., oltre a Od. X-XII, Ovidio, Ars, II 103-4; Rem. am. 263-88; Met. XIV 308; Dante, Inf. XXVI 91-92). Citata in TC II come "amante acerba e fera" di Glauco (v. 174) e come autrice dell'incantesimo che trasformò in uccello Pico (v. 176), C. compare anche in TC III come colei che impedì a Ulisse di ritornare in patria da Penelope (v. 24).
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