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Lucio Quinzio Cincinnato

Politico romano (V secolo a. C.). Console nel 460 e dittatore nel 458, riportò un'importante vittoria sugli Equi al fiume Algido, ritirandosi poi a vita privata nelle sue campagne (cfr. Livio III 26, 7-12; Cicerone,De sen. XVI 56; Valerio Massimo IV 4, 7; Floro I 5, 12; ps.-Plinio, Vir. ill. 17; Eutropio I 17; Orosio II 12, 7-8; Dante, Conv. IVV 15; Mon. I V 9-10). Dedicatario di una biografia di Vir. ill. (VII "De Lucio Quintio Cincinnato"), Cincinnato è posto da Petrarca nel Triumphus Fame (cfr. TF I 58) all'interno di un quartetto di politici latini citati come exempla di dedizione disinteressata alla patria, e cioè, oltre a lui, Manio Curio Dentato, Caio Fabrizio Luscinio e Caio Attilio Regolo (a cui Cincinnato è accomunato dal fatto di aver ricevuto la notizia della nomina a dittatore mentre lavorava nei campi). Questi personaggi ritornano insieme in svariati luoghi petrarcheschi, ora in formazione completa (cfr. Fam. X 1, 16; XIII 4, 12; Rem. I 18, p. 23; Vit. sol. II XIII, p. 546), ora con la sola assenza di Caio Attilio Regolo (Fam. VI 3, 40; VII 3, 7; XI 16, 22; XVI 3, 3; Rem. II 9, p. 135). In TF Ia 70, "Cincinnato con la inculta chioma", Petrarca fornisce un'interpretazione errata del soprannome Cincinnato, estranea alle fonti classiche e quasi certamente dipendente da Dante, Par. VI 46-47 "Quinzio, che dal cirro / negletto fu nomato".