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Caio Giulio Cesare (100-44 a. C.)

Triumviro insieme a Crasso e Pompeo (60), conquistò la Gallia (58-50) e combatté in una guerra civile contro Pompeo (49-45).
Proclamato dittatore a vita (44), morì vittima di una congiura. Scrisse 8 libri di Commentarii de bello gallico e 3 di Commentarii de bello civili.
Ricordato in RVF 128, 49-51 per le sue campagne militari contro i barbari, in RVF 44, 1-4 e 102, 1-4 per la battaglia di Farsalo (48 a. C.) e la vittoria su Pompeo (ucciso a tradimento in Egitto da Tolomeo XIII), e in RVF 104, 9 come personaggio immortalato dalla letteratura e dalla poesia, Cesare è giudicato in modo piuttosto mutevole da Petrarca, che ora lo condanna come artefice della guerra civile e affossatore delle libertà repubblicane (cfr. Afr. II 229-32; Fam.III 3, 8), ora gli dedica una biografia di lunga gestazione (De gestis Cesaris), che mostra il suo vivo interesse per questo personaggio. Ambiguità e incertezze di giudizio su Cesare emergono anche in altri testi petrarcheschi (cfr. SN 4, p. 176; Sen. VIII 3, p. 923; XIV 1, p. 774). Ricordato come amante di Cleopatra in TC I 89-90, Cesare è nominato nei Fragmenta per ben 6 volte: ai tre testi precedentemente menzionati (RVF 102, 104, 128) si devono aggiungere, oltre a RVF 155, 1, i sonetti 41 e 190, nei quali Cesare è citato, rispettivamente, come personaggio eponimo del mese di luglio (v. 6: "senza honorar più Cesare che Giano") e in relazione a una leggenda medioevale riguardante una cerva di sua proprietà (vv. 9-11).