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Marco Aurelio

Imperatore romano, figlio di Marco Annio Vero (121-180). Adottato dall'imperatore Antonino Pio, di cui sposò la figlia Faustina e al quale successe nel 161, divise il trono con il fratello di adozione Lucio Vero. Malgrado le sue importanti campagne militari contro i Parti, i Quadri e i Marcomanni (166-180), rappresentate nei rilievi della Colonna Antonina, la fama di Marco Aurelio resta legata alla sua professione di filosofo stoico, di cui sono testimonianza capitale gli scritti autobiografici dei Ricordi. Considerato anche da Petrarca come "philosophus" (cfr. Fam. VII 15, 5; XX 4, 19) e "principum sapientissimus" (Fam. XXII 14, 37; ma si vedano anche Sen. IV 1, p. 438: "longe sapientissimum ... Philosophicum maluit, quam Caesareum cognomen"; XIV 1, p. 808: "doctissimus ille princeps" e 2, p. 1030: "doctissimus principum"), Marco Aurelio compare tre volte nei Trionfi: come amante di Faustina nel corteo dei prigionieri di Cupido in TC I (cfr. vv. 100-2 "Vedi il bon Marco, d'ogni laude degno, / pien di philosophia la lingua e 'l petto, / ma pur Faustina il fa qui star a segno") e come uno dei buoni principi che l'istituto dell'adozione imperiale aveva portato sul trono di Roma in TF I 125 e Ia 100. In quest'ultimo luogo, però, Petrarca biasima Marco Aurelio per aver, proprio lui, abbandonato la pratica dell'adozione, lasciando il trono all'indegno figlio Commodo (addotto come esempio di discendente degenere in svariati luoghi petrarcheschi: Rem. I 78, p. 84; II 24, p. 152; 131, p. 251; Sen. XIV 1, p. 818; XV 3, 1035).