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Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto
(63 a. C. - 14 d. C.)

Pronipote di Cesare, da cui fu adottato (cfr. TC I 94 "... suo figlio ..."; TF I 36 "...il figlio"; Mem. I 13, 1 "divi Iulii filuius" e Sen. XIV 1, p. 762

Cesar unum ex omnibus magnum comitem nepotem filiumque suum adoptivum Cesarem Augustum, qui, licet virtute minor bellica, certe imperio maior fuit

formò il secondo triumvirato insieme a Marco Antonio e Marco Emilio Lepido; estromesso dal potere il secondo e sconfitto il primo ad Azio (31 a. C.), divenne di fatto imperatore di Roma.

Le imprese di Augusto, lodato in modo per lo più convenzionale in Fam. XVIII 1, 22; XXIV 5, 24; 9, 2; Sen. XIV 1, p. 820; Vit. sol. I IV, p. 334; Rem. I 21, p. 28, sono rievocate da Petrarca in Afr. II 240-58. Augusto è citato da Petrarca in RVF 28, 80-81

al grande Augusto che di verde lauro
tre volte triumphando ornò la chioma

e in 186, 5-8

et quel che resse anni cinquantasei
sì bene il mondo...

Introdotto come marito di Livia nella processione dei prigionieri d'Amore in TC I (cfr. vv. 95-96), Augusto è ricordato come promotore del primo censimento della popolazione dell'impero in TM Ia 4-5 ed è rappresentato nel corteggio della Fama in TF I 36 e Ia 25.