Torna all'inizio
Guida alla Lettura
indietro<Trame e Personaggi> TF>Alessandro magno Indice del poema
Itinerario trionfale
Testo

Questioni testuali
Vicende compositive
Varianti d'autore
Geografia petrarchesca

Esegesi
Edizioni commentate
Questioni

Biblioteca
Rime estravaganti
Altri testi
Testi non petrarcheschi

Bibliografia

Alessandro Magno
(356-323 a. C.)

Re di Macedonia dal 336. Figlio e successore di Filippo II, nonché allievo di Aristotele, nella sua breve esistenza conquistò uno degli imperi più vasti della storia. Dopo aver distrutto Tebe per sedare una ribellione della Grecia (335), dichiarò guerra alla Persia, occupando la Caria, la Ionia e la Frigia e sbaragliando l'esercito di Dario III a Isso (333). Fondata la città di Alessandria in Egitto, passò in Mesopotamia e sconfisse nuovamente Dario a Arbela nel 331. Proclamato re dell'Asia nel 326, trasferì la capitale del suo impero a Babilonia e spinse le sue conquiste fin oltre il fiume Indo. Morì di febbre a soli 33 anni. Petrarca, che gli intitola una delle sue biografie latine (Vir. ill. XV ["De Alexandro Macedone"]) e ne ricorda le imprese militari in Fam. X 1, 21, lo cita insieme al padre in Epist. I 5, 81-83; insieme allo zio Alessandro I il Molosso in Vir. ill. XVI 5 e Rem. II 125; insieme ad entrambi in TF II 11-14 e Sen. IV 1, p. 439. L'accenno, contenuto in TF Ia 160-62, alla spedizione oltreoceano che Alessandro preparava quando fu sorpreso dalla morte, dipende da alcuni passi di autori classici (cfr., per esempio, Lucano X 20-52, citato in Sen. XI 17, p. 989; Seneca, Epist. XCIV 62-63; Giovenale X 168-73; XIV 311-14; Seneca, Nat. quaest. VI 23, 3; Curzio Rufo IX 3, 22; 9, 1 etc.). Da un luogo di Solino, invece, (cfr. 9, 20: "Victor omnium vino et ira victus") derivano le allusioni alla proverbiale irascibilità di Alessandro, contenute in RVF 232 e in Fam. XXII 1, 16, oltre che in Vir. il . XV 43. A prescindere, comunque, da questa debolezza, il ritratto negativo dell'imperatore macedone che emerge dalla biografia latina risente fondamentalmente di un luogo di Livio IX 17-19 (parzialmente citato in Fam. XVII 3, 29-30), dove lo scrittore latino attribuisce le vittorie di Alessandro allo scarso valore dei suoi avversari. Un giudizio riduttivo su Alessandro Magno è espresso da Petrarca in molti luoghi della sua opera, dove non di rado il macedone è accusato di avidità e di superbia (cfr., per esempio, Afr. III 400-5; Mem.III 56 e 57; Ign. IV, p. 1090; Fam. XVII 3, 21 e 45; XIX 12, 4; Sen. XIV 1, pp. 820-22; XVII 2, pp. 1144-46).