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Alceo

Poeta greco, nato a Mitilene, nell'isola di Lesbo, nel 630 a. C. Di famiglia aristocratica, combatté contro il tiranno Mirsilo, subendo l'esilio a Pirra, nel sud dell'isola. Tornato in patria dopo la morte di Mirsilo, fu esiliato una seconda volta dal nuovo despota Pittaco. Graziato da quest'ultimo nel 580, rientrò a Lesbo dopo aver visitato anche l'Egitto. Autore di carmi d'amore, versi politici, odi ed inni agli dèi e agli eroi, scritti in dialetto eolico e raccolti in 10 libri dei quali restano circa 200 frammenti, Alceo fu noto a Petrarca soprattutto come poeta d'ispirazione politica e civile. Nondimeno, in virtù della sua produzione erotica, in TC IV 15-18 Petrarca lo ricorda come poeta d'amore, insieme a Pindaro e ad Anacreonte. L'accostamento con quest'ultimo, ripetuto anche in Rem. I 69 (Prose, p. 626 "quid Anacreonti facias? Quid Alceo? Quorum uterque non poeta modo insignis, sed vir fortis et rebus gestis in sua republica clarus fuit"), nasce, presumibilmente, da un suggeriemento di Cicerone, Tusc. IV 33, 71 "fortis vir in sua re publica cognitus quae de iuvenum amore scribit Alcaeus! Nam Anacreontis quidem tota poesis est amatoria". Sempre in coppia con Anacreonte, Alceo è citato in TF IIa 82. Un altro riferimento al poeta di Mitilene si trova in BC X 85-87 ("... per lesbia captum / rura lupum salvumque gregem, iaculoque liraque / fretus ...").