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Franceschino degli Albrizzi

Poeta fiorentino, tardo epigono dello Stilnuovo (1320 ca.- 1348). Figlio del capitano Taddeo degli Albrizzi, Franceschino è autore di un gruppo di componimenti che furono inclusi nella cosiddetta Raccolta Aragonese, cioè l'antologia della poesia volgare dei secoli XIII, XIV e XV, donata nel 1476 da Lorenzo de' Medici a Federico d'Aragona. Le rime di Franceschino sono tràdite da un gruppo di antichi manoscritti risalenti alla Raccolta, tra i quali il Laurenziano XC inf. 37, il Palatino 204 e il Parigino italiano 554 (oltre che dal codice Laurenziano XL 46, dal Marciano it. IX 192, dai Bolognesi 158 della Biblioteca Universitaria e B 3467 della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e dal ms. L V. 47 [colloc. 4/ 175] della Biblioteca Civica "Angelo Mai" di Bergamo). Petrarca, che era legato a Franceschino da un lontano vincolo di parentela, lo conobbe nel 1345 e ne pianse la morte di peste, avvenuta a Savona mentre il giovane era in viaggio per raggiungerlo a Parma, nelle Fam. VII 11; 12 e 18, 5. Citato nel sonetto in morte di Sennuccio del Bene (RVF 287), Franceschino compare, in coppia con lo stesso Sennuccio, in TC IV 37 "Sennuccio e Franceschin che fur sì humani".