| Guida alla Lettura |
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Aconzio
Personaggio mitologico, originario di Ceo, a Delo vide, durante una
festa in onore di Artemide, la bella Cidippe,
se ne innamorò e la costrinse con l’inganno a leggere, e di fatto pronunciare,
un giuramento nuziale da lui inciso su una mela. Secondo la versione di
Ovidio fu lui stesso a svelare a Cidippe l’inganno, giustificandolo come
semplice atto di amore, e per valide e fondate che fossero le ragioni
della fanciulla, l’ira di Artemide, testimone del giuramento, consentì
ad Aconzio di vedere coronato da successo il proprio stratagemma: cfr.
Her., XX («Acontius Cydippae») e XXI («Cydippae Aconito»), Boccaccio,
A.V., XXV, 76-88. Nei Triumphi Petrarca non fa alcun riferimento
diretto ad Aconzio.
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