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Achille

Eroe greco, figlio di Teti e Peleo, nonché protagonista principale dell'Iliade. La madre, una delle Nereidi, lo rese invulnerabile (eccetto che nel tallone) immergendolo nello Stige. Fu educato dal centauro Chirone, che tentò invano di sottrarlo alla guerra di Troia, nascondendolo, travestito da donna, tra le figlie di Licomede re di Sciro (di una delle quali, Deidamia, A. si innamorò, avendone il figlio Neottolemo [o Pirro]). Nel decimo anno della guerra di Troia si ritirò dal combattimento perché costretto a cedere ad Agamennone la schiava Briseide (Ovidio, Her. III ["Briseis Achilli"]; Boccaccio, A. V. XXIV 7, 429), episodio rievocato da P. in RVF 360, 91-92. Tornato in battaglia per vendicare l'amico Patroclo, ucciso da Ettore, vinse quest'ultimo in duello. Fu ucciso a tradimento da Paride durante le nozze con Polissena, figlia di Priamo (cfr. Servio in Aen. III 321 e IV 57; Ditti III 2, IV 10-11; Darete XXVII e XXXIV; Intelligenza 273-75; Boccaccio A. V. XXIV 43-51). Per le sue molteplici avventure sentimentali P. lo colloca nella schiera degli amanti in Afr. VI 57-8 e in TC I 125 (forse non immemore di Dante, Inf. V 65-66 "vedi 'l grande Achille, / che con amore al fine combatteo"). Nominato insieme a Ercole in Vit. sol. II XIII, p. 550, A. figura in molti passi petrarcheschi come esempio di personaggio reso grande soprattutto dalla poesia: TF II 8-9 "... e quel cantato in versi / Achille, che di fama ebbe gran fregi"; RVF 187, 1-4; Fam. IV 3, 13; Coll. laur. 10, 17; TF Ia 137-9 e 143-4; Afr. 37-42; Mem. I 8. A questi luoghi si può aggiungere RVF 186, 1-6 e TF III 13-15 dove A., designato come "figliuol ... di una diva", compare in una terzina dedicata al poeta greco: "Questo cantò gli errori e le fatiche / del figliuol di Laerte e d'una diva, / primo pintor de le memorie antiche". Infine, insieme ad Agamennone e ad Annibale A. è addotto come esempio di grand'uomo caduto "in vil amor d'ancille" in RVF 360, 91-96.