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6 Aprile

Data sacra del calendario petrarchesco, in quanto giorno in cui il poeta s'innamorò di Laura, nel 1327, e giorno in cui la donna morì, nel 1348. La coincidenza delle due date è registrata in TM I 133-34:

L'ora prima era, il dì sesto d'aprile,
che già mi strinse, ed or, lasso, mi sciolse

e nella nota obituaria vergata sul Virgilio Ambrosiano:

Laurea [...] primum oculis meis apparuit sub primum adolescientie mee tempus, anno Domini M°IIICXXVII die VI° mensis Aprilis in ecclesia sancte Clare Avinione hora matutina; et in eadem civitate eodem mense Aprili eodem die sexto eadem hora prima, anno autem M°IIICXLVIII° ab hac luce lux illa subtracta est.

Solo la data del primo incontro con Laura è riportata in RVF 211, 12-14

mille trecento ventisette, a punto
su l'ora prima, il dì sesto d'aprile,
nel laberinto intrai, né veggio ond'esca

mentre solo quella della morte della donna ricorre in RVF 336, 12-14

sai che 'n mille trecento quarantotto,
il dì sesto d'aprile, in l'ora prima,
del corpo uscìo quell'anima beata

La reale concordanza delle due date è stata a lungo materia di discussione per gli studiosi, poiché in due testi di anniversario del Canzoniere, i Fragmenta 3 e 62, Petrarca dichiara di essersi innamorato nella ricorrenza della passione e della morte di Cristo (RVF 3, 1-4:

Era il giorno ch'al sol si scoloraro
per la pietà del suo Factore i rai,
quando i' fui preso, et non me ne guardai,
ché i be' vostr'occhi, donna, mi legaro

62, 9-14:

Or volge, Signor mio, l'undecimo anno
ch'i' fui sommesso al dispietato giogo
/.../
miserere del mio non degno affanno;
reduci i pensier' vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce)

L'impasse, di cui si accorsero già i lettori del XVI secolo, consiste nel fatto che il 6 aprile 1327 era il Lunedì della Settimana Santa e non il Venerdì, che in quell'anno cadde infatti il 10 aprile. Accantonata l'ipotesi che in questi testi Petrarca faccia riferimento a un'antica tradizione liturgica, che colloca la morte di Cristo in un giorno fisso dell'anno, appunto il 6 aprile (Calcaterra 1926), due sono le spiegazioni che hanno tenuto banco negli ultimi anni. La prima (Martinelli 1972) vuole che Petrarca abbia effettivamente incontrato Laura il Venerdì Santo del 1327, cioè il 10 aprile, e che solo dopo il suo ritorno in Provenza nel 1351, quando poté conoscere le circostanze esatte della morte dell'amata, avvenuta il 6 aprile 1348, abbia voluto falsificare la prima data, trasformando il 10 aprile in 6 per enfatizzare la carica simbolica insita nei due avvenimenti. A questa ipotesi, che costringe a datare, piuttosto inverosimilmente, i due sonetti di anniversario a un'epoca anteriore alla morte di Laura, si oppone il fatto che non esistono ragioni plausibili per le quali Petrarca avrebbe dovuto falsificare anche la registrazione della nota obituaria. L'altra spiegazione (proposta da Pastore Stocchi 1981 e accolta da Santagata 1993), che permette di datare giustamente i RVF 3 e 62 ad epoca posteriore alla morte di Laura, suggerisce che Petrarca, sempre dopo la morte della donna e sempre a scopo simbolico, abbia trasformato in Venerdì il Lunedì 6 aprile 1327.