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Bernardo Lapini da Montalcino (Bernardo Ilicino)

Compilato tra il 1468 e il '69, ma pubblicato per la prima volta a Bologna nel 1475, il commento ai Triumphi, che Bernardo Ilicino, medico e filosofo di formazione senese, dedicò al duca di Ferrara Borso d'Este, rimase l'unico commento completo al poema petrarchesco fino all'avvento della sposizione del Vellutello nel 1525. Per tale ragione esso fu riproposto periodicamente sul mercato librario dello scorcio del Quattrocento, quasi sempre in unione con la sposizione del Canzoniere composta da Francesco Filelfo (1478 e 1481) e integrata, nelle chiose mancanti, da Girolamo Squarciafico (a partire dal 1484). Una testimonianza di Iacopo di Poggio Bracciolini, unitamente al fatto che in una chiosa a TF Ia, premesso a TF I, Bernardo si riferisca a Io non sapea come al terzo, anziché quarto, capitolo del Trionfo della Fama, consente di stabilire che il commento dell'Ilicino ebbe almeno due fasi redazionali distinte, nella prima delle quali non compariva l'esposizione di Nel cor, forse perché giustamente individuato dal commentatore come la primitiva redazione del Trionfo, successivamente sostituita da TF I e II. L'interesse per la poesia petrarchesca non era nuovo nella famiglia del Lapini: già Pietro Ilicino, padre di Bernardo e medico personale di Filippo Maria Visconti, aveva composto intorno al 1443 per il suo illustre paziente un commento in chiave allegorica dei Rerum vulgarium fragmenta, che non ci è pervenuto. Frutto di un felice connubio tra la cultura medico-filosofica e quella umanistica, la chiosa dei Triumphi, composta da Bernardo, se dal punto di vista formale si rivela costruita col procedimento della quaestio scolastica (abituale nell'esegesi dei testi giuridico-filosofici), dal punto di vista contenutistico risulta bene informata sui principali testi classici e addirittura sulle loro traduzioni. Sappiamo, del resto (a informarcene è lo stesso autore), che Bernardo produsse un commento ai Paradoxa di Cicerone, che non è stato ancora ritrovato. Sorprendente, per ricchezza e qualità, il catalogo degli autori storici, redatto da Bernardo nel commento al Triumphus Eternitatis: dai greci del V secolo a. C. si arriva fino agli scrittori del IV-V d. C. (cioè fino a Teopompo, Ditti Cretese, Darete Frigio e gli autori della Historia Augusta). Presenti, naturalmente, nelle note dell'Ilicino anche i filosofi, con in testa Aristotele e i suoi commentatori, ma senza trascurare (per la sposizione dell'ultimo Trionfo) Empedocle, Democrito e Platone. Completano il panorama delle citazioni Salomone e i testi sacri. Sospetto legittimo, suffragato da una chiosa dello stesso Ilicino ai Trionfi, è che Bernardo, forse su sollecitazione della stessa corte estense, abbia iniziato a compilare, dopo quella del poema, anche una sposizione del Canzoniere (Dionisotti 1974, p. 77).