Prodigi transculturali

In una scena del film comico Totò, Peppino e la dolce vita (regia di Sergio Corbucci, Italia 1961), i protagonisti siedono al bar, Peppino ordina dello champagne, il cameriere suggerisce una marca francese, Totò ne fa scaturire una buffa serie di equivoci linguistici:

Moet Chandon?” — “Mo’ esce Antonio”.

“Triple Sec?” – ”No, la trippa secca, no”.

Whisky, Pernod?” – ”Ma sì, mi faccia tre fischi e un pernacchio!”

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L’umorismo delle battute è basato su un fenomeno costante: al suono delle parole straniere Totò associa espressioni italiane di suono simile, producendo un dialogo dalla logica bizzarra.

Analogo effetto comico può generare l’uso non standard di forestierismi o la coniazione di neologismi coincidenti con parole straniere, come l’acrostico del Pool Aziende Servizio Sicurezza Gas scelto quale denominazione dell’omonima associazione italiana di produttori di caldaie a gas.

pass gas

L’espressione Pass Gas è utilizzata in Nord America con riferimento alla flatulenza!

Non da ultimo, involontarie sortite umoristiche possono derivare da equivoci di comprensione del testo di partenza quali si palesano nel testo di arrivo. Esempi di questo genere possono prodursi in seguito a scelte infelici (o felici, dal punto di vista della comicità) di equivalenti lessicali nel caso di omografi, come il tedesco Tor che può equivalere, in italiano, a ‘porta’ o ‘folle’, da cui la traduzione del verso eichendorffiano: “Ahinoi, noi misere, misere porte!” o ancora l’aneddoto relativo alla laureanda pisana che afferma: “Qui il testo parla di ‘ruscello’ (Bach), contesa (Händel) … ma Mozart non l’ho trovato!” (citato dalla linguista Maria Thurmair in un saggio del 2007: „…ma Mozart non l’ho trovato!“ Was nicht in unseren Wörterbüchern steht. In: S. Reimann / K. Kessel: Wissenschaften im Kontakt. Kooperationsfelder der Deutschen Sprachwissenschaft. (Festschrift für A. Greule), Tübingen: Narr, 123-136).

I “prodigi” del passaggio transculturale!

Questa sezione raccoglie esempi divertenti di siffatti prodigi allo scopo di mettere scherzosamente in guardia i traduttori in formazione dai “falsi amici” lessicali e grammaticali e, allo stesso tempo, per stimolare intuito e spirito d’osservazione, doti indispensabili al buon traduttore, al quale non nuoce inoltre coltivare l’umorismo come capacità di relativizzare i fenomeni della realtà, in particolare quelli linguistici.

Invitiamo gli studenti di TLS (e chiunque voglia partecipare) ad allenare l’occhio e insieme lo spirito critico documentando i prodigi transculturali della vita di tutti i giorni (es. il cartello del negozio di alimentari frequentato da turisti che propone la vendita di fungus, sicuramente ’funghi’ (mushrooms) e non ‘micosi’!

Inviateci i vostri “prodigi”,  possibilmente corredati da immagine, come Commenti alla pagina. Pubblicheremo i migliori, dando credito agli autori delle segnalazioni.