Humboldt, Steinthal e Nietzsche rappresentano tre tappe di una ideale linea di ricerca che, nell’Ottocento, critica i presupposti della grammatica universale illuminista e rifonda su nuove basi la ricerca di universali linguistici. Humboldt per primo contesta la pretesa purezza e universalità della ragione illuminista e evidenzia il ruolo svolto dal linguaggio, quale a-priori storico-culturale, nella sintesi trascendentale. Steinthal critica il postulato humboldtiano di una soggettività trascendentale che precede e fonda la soggettività empirica e sostiene che la grammatica di ogni popolo vada spiegata sulla base delle sua psicologia individuale. Nietzsche, infine, spazza via persino l’idea romantica che il linguaggio sia espressione del Volksgeist, mostrando piuttosto il suo radicamento nel corpo e nella fisiologia.

Humboldt, Steinthal and Nietzsche represent three stages of an ideal current of research that, in 19th Century, criticizes the assumptions of Enlightenment Universal Grammar and establishes new basis of search for universal linguistic forms. Humboldt is the first who questions the asserted purity of the Kantian reason and highlights the role played by language, as historical-cultural a-priori structure, in the transcendental synthesis. Steinthal criticizes Humboldt’s presuppose on transcendental subjectivity that precedes and substantiates the empirical subjectivity and he claims that grammatical structures of all peoples are to be explained according to their individual psychology (Völkerpsychologie). Finally Nietzsche sweeps away the Romantic idea that language is expression of the Volksgeist and shows how deep grammar is rooted in human body and physiology.