A tutt’oggi, non esiste nessuna definizione o teoria generale condivisa su che cosa significhi “provare qualcosa” e ancora più  oscuro è il ruolo che il ‘sentire’ riveste nei processi di pensiero e in quella nebulosa di significati cui ci riferiamo col termine ‘coscienza’, a tutti i suoi livelli. Da qui l’urgenza di tentare una tassonomia che muova dalla esplicitazione dei diversi significati possibili che il concetto di ‘sentire’ riveste nelle diverse discipline (da cui viene tuttavia utilizzato in modo plurimo, pur sotto le stesse vesti terminologiche), in vista della compilazione di un lessico di riferimento, pluridisciplinare e plurilingue. Tale analisi si svolge attraverso una critica sistematica soprattutto del linguaggio delle neuroscienze odierne, basato su numerose variazioni della fallacia mereologica.

Nelle analisi di stampo cognitivista dominanti una dimensione fondamentale del ‘sentire’, la radice corporea comune agli stati che possono essere ‘provati’, è spesso ignorata, o, quantomeno, sottovalutata. In ambito neuroscientifico, invece, tale prospettiva è decisamente centrale. Antonio Damasio ha proposto una formulazione del ‘sentire’ in cui tale radice corporea emerge in modo evidente, grazie alla introduzione di un ulteriore livello tassonomico nella classificazione della vita affettiva, attraverso il concetto non ortodosso di ‘background feelings’, costruito ‘a specchio’ su quello di ‘background emotions’, di cui si fornisce un’analisi dettagliata in questo contributo. 

Nowadays, we still have not a generally shared theory on what it does mean ‘feeling’ anything. Even worse is the definition of ‘thinking’ and ‘consciousness’ (at all its levels) and the role of ‘feeling’ in their explanation. That’s why we need a shared taxonomy of affective life, starting from the different possible meanings of ‘feeling’ in several disciplines. In fact, every field of research (neuroscience, philosophy, psychology, etc.) often uses the same word in order to refer to very different phenomena. First of all, we wish to put out these different meanings that are implicit every time the word ‘feeling’ is used, in order to build up a lexicon of affective life, shared among different disciplines and even languages. This analysis is based above all on a systematic critique of current neuroscientific language, based on many variations of mereological fallacy.

Moreover, an analysis of an ‘unorthodox’ taxonomic level of affective life is provided in this paper.  The ‘mirror concepts’  of ‘background feeling/emotions’, added in the existing affective classification by A. Damasio, underline the grounding dimension of body for ‘feeling’, mostly underestimated, or even completely ignored in standard cognitive approaches to feeling.