Mario Russo

Strinam Svabhava. Un esempio di misoginia al femminile

La condizione delle donne in India, sin dai tempi antichi, è una questione ricca di contraddizioni. Ancora oggi, in molte parti del subcontinente, le donne vivono in condizioni di inferiorità e di dipendenza totale dalla famiglia di origine o dai mariti. La misoginia è ancora una delle caratteristiche della società indiana e affonda le proprie radici in gran parte dei testi dell’antica letteratura vedica e classica. Nella Umāsaṃhitā dello Śivapurāṇa, una bellissima ninfa di nome Pañcacūḍā descrive la natura delle donne. La sua misoginia e la violenza delle parole impressiona il lettore. Ella stigmatizza l’immoralità e la mancanza di dignità delle donne, la loro ossessione per il sesso e l’attrazione provata per il male. Le donne, afferma, sono la radice di tutti i mali e gli uomini devono essere attenti e guardinghi.

The condition of women in India, since the oldest times, is a controversial matter. Nowadays, in many parts of India women live in a condition of inferiority and their life and future depend on family or parents’ decisions. Furthermore, the misogyny has been one of the characteristics of indian society and it is still like that. In the Umāsaṃhitā of the Śivapurāṇa, a beautiful nymph, Pañcacūḍā, describes the women’s nature. Her misogyny and the violence of her words impress the reader. She points out the immorality and the lack of female dignity, the addiction of women to sexual intercourses and their bad behaviour. These are the main faults of women, and men, Pañcacūḍā says, must be wise and careful. Woman is the root of all evils.