Dzianis Shumilin

Антропо- и теоморфизация природы в рамках натурфилософской системы Тютчева

Following what has already been described in previous research on the metaphysical dualism in the background of biblical images in Tjutčevian poetry, in the present contribution the author aims to illustrate another specific aspect of the ontological-metaphysical dimension in Tjutčev’s natural-philosophical system. For this reason, elements that exemplify phenomena of anthropo- and theo-morphisation of nature will be identified in the lyrical framework of Tjutčev’s poetry and analysed from a linguistic and literary viewpoint. By harmonising the objective with the subjective, the poetical dialectics of this prominent Russian poet do not merely surface in the comparative and metaphorical relation between nature (often revealed in its elements) and man; and between nature, of which the man is an integral part, and God. The poet goes further than that: he attributes to nature the capacity of possessing qualities, undertaking actions and having feelings that normally distinguish and characterise only human beings. Moreover, with his pantheistically coloured natural-philosophical rationale the poet’s heightened sensitivity reveres nature as a divinity, endowed with qualities, actions and feelings. The poetical structure is topographically located on two main levels rich in philosophical significance – heaven and earth – which gives rise to the dualism that distinguishes the metaphysical cycle in Tjutčevian poetry. In fact, movement in the direction of one of these two levels causes an emotional state with marked phonological, syntactical and stylistic traits. This makes the soul of the lyrical protagonist and the state of nature overlap. Nature is intended as an abstract concept, a whole, like its elements – even if this differentiation is not significant from a thematic viewpoint, since Tjutčev’s nature is holographic. Within the classification of the main linguistic-literary expedients causing the anthropo- and theo-morphisation of nature, the following are investigated: the description of nature as a whole, creating a sense of joy, movement, transformation, vividness, etc. (e.g. in the poem “The Spring Storm”); the description of natural elements by means of personification (the waves sang); the description of “human” actions on the part of nature as a whole (nature smiled); the description of features of actions attributed to nature (the afternoon breathes lazily); the description of features of natural elements (the dozing ray of sunshine); metaphorisation (the night was mute); the use of simile (the stars like eyes alive); comparative junctions (the golden dawn of your heavenly sentiments); comparative overlapping concepts (Mother-Earth); macrotextual parallelism (the description of nature in the first part of the poem and in parallel to human appearance in the second, e.g. in the poem “The blue-grey shadows moved away”); specific “humanising” epithets referred to nature (winter: ugly witch, spring: lovely child); communicative antropmorphisation through conversation (Oh, Danube). As for the elements subject to anthropo- and theo-morphisation in Tjutčevian poetry, the following are most prominent: trees, different forms of water, flowers, celestial bodies, phases of the day, seasons, etc. It should finally be pointed out that the above-mentioned examples come from a long list of other possible instances translated freely into English by the author.

Sulla scia del precedente studio sul dualismo metafisico sullo sfondo delle immagini bibliche nella lirica tjutčeviana, con il presente contributo l’autore mira a presentare un altro aspetto specifico di ordine ontologico - metafisico nell’ambito del sistema naturfilosofico di Tjutčev, rilevando a tal fine dall’impianto lirico del poeta e analizzando dal punto di vista linguistico - letterario gli elementi, che esemplificano i fenomeni di antropo - e teomorfizzazione della natura. La dialettica poetica dell’eminente poeta russo, armonizzando l’oggettivo con il soggettivo, non espone meramente nella prospettiva comparatistica e metaforica la relazione tra la natura, rivelata spesso nei suoi elementi, e l’uomo; e tra la natura, di cui l’uomo è la parte integrante, e Dio, ma va ben oltre, attribuendo alla natura la capacità di possedere le qualità, di intraprendere le azioni e di provare i sentimenti, che normalmente distinguono e caratterizzano esclusivamente gli esseri umani. Inoltre, nella sua logica naturfilosofica di ordine panteistico, l’extrasensitivo poeta venera la natura come divinità, concedendole le relative qualità, azioni e sentimenti. Il materiale lirico si colloca topograficamente su due principali piani di carica filosofica rilevante – il cielo e la terra, – dando luogo al dualismo, di cui è imbevuta la poetica tjutčeviana del ciclo metafisico. Infatti, il movimento nella direzione di uno dei due piani condiziona lo stato emozionale, marcato a livello fonomorfologico, sintattico e stilistico, che sovrappone l’animo del protagonista lirico e lo stato della natura, la quale è intesa sia come concetto astratto, o nel suo insieme, sia come elementi della stessa; tuttavia quest’ultima differenziazione non ha rilevanza tematica visto che la natura tjutčeviana è olografica. Nella classificazione dei principali espedienti di carattere linguistico - letterario, che danno luogo all’antropo- e teomorfizzazione della natura, sono stati menzionati i seguenti: descrizione della natura nel suo insieme, che crea l’impressione di gioia, movimento, trasformazione, vivacità, ecc. (p.es. nella poesia “La tempesta primaverile”); descrizione degli elementi naturali con l’ausilio della personificazione (le onde cantavano); descrizione delle azioni “umane” della natura nel suo insieme (la natura sorrise); descrizione delle caratteristiche delle azioni attribuite alla natura (il pomeriggio respira pigramente); descrizione delle caratteristiche degli elementi della natura (il sonnecchiante raggio del sole); metaforizzazione (la notte era muta); uso delle similitudini (gli astri come occhi vivi); fusioni comparatistiche (l’alba dorata dei tuoi sentimenti celesti); overlap comparatistico dei concetti (madre-terra); parallelismi macrotestuali (descrizione della natura nella prima parte della poesia e parallelizzazione con l’aspetto umano nella seconda, p.es. nella poesia “Le ombre grigio azzurre si son mosse”); epiteti specifici “umanizzanti” relativi alla natura (inverno: brutta strega, primavera: meraviglioso fanciullo); antropomorfizzazione comunicativa attraverso dialoghizzazione (O, Danubio). Tra gli elementi, soggetti all’antropo- e teomorfizzazione nella lirica tjutčeviana abbiamo invece menzionato, oltre alla natura come concetto astratto e ai concetti astratti (follia), i seguenti: gli alberi, l’acqua in diverse forme, i fiori, i corpi celesti, le fasi della giornata, le stagioni, ecc.. Si precisa infine che gli esempi sopramenzionati sono stati presi senza un preciso criterio di scelta da una lunga lista di altri possibili esempi, e tradotti in italiano liberamente dall’autore