Gabriella Olivero

Un Buddha insolito e la percezione della sua figura nella cultura italiana tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento

Questo intervento si propone di studiare un'opera inedita di Luigi Illica, intitolata Budda, composta probabilmente per Giacomo Puccini, che però non venne mai ultimata né messa in scena. L'intersse del testo di Illica risiede nel fatto che il librettista utilizza come sua fonte primaria lo studio di Oldenberg sulla vita di Buddha; poiché inoltre la vicenda terrena del Buddha era stata oggetto di un'altra opera per musica, The light of Asia di De Lara, i due testi vengono messi a confronto. Si esaminano in seguito le possibili fonti letterarie cui si rivolse Illica, con particolare attenzione alle opere di Schuré con cui Budda presenta alcune analogie, e si propone una datazione di quest'ultimo nell'ultimo decennio del XIX secolo, in quanto è possibile che l'intreccio sia poi stato rivisto da Illica e utilizzato nell'opera Anton, andata in scena nel 1900.

This paper is aimed to study a newly-found work by Luigi Illica, Budda: it is supposed to be written for the Italian composer Giacomo Puccini but it was never set on the stage and it is not finished. It is nevertheless interesting, because the author quotes Oldenberg study on Buddha's life, using it as his primary source; this Budda is possibly related also to other works by Illica, as the little poem Nirvana (the one illustrated by the painter Giovanni Segantini). The Budda was intended as a libretto and so de Lara's The light of Asia is examined because it was staged in the same years: there are many differences between the two operas, but the same use of the word Nirvana in the Italian translation of the English text suggests a link connecting the two works. The paper finally deals with the literary sources and with some suggesting similarities with Schuré's writings. It is proposed to date the Budda at the last decade of the XIXth century, because it is possible that its plot was used for another of Illica's librettos, i.e. Anton.