Paola Bocale

Profesor o profesorka? Il genere dei nomi di professione in ucraino e in bulgaro

Job titles for women are a central issue in debates about language and gender. This study concentrates on the class of professional nouns in Ukrainian and in Bulgarian. After having presented the use of generic nouns and the neutralization of referential gender in the two languages, the work analyzes two corpora of occupational nouns excerpted from Ukrainian and Bulgarian newspapers which specialize in job offers posting. The data reveal that the use of masculine generics prevails in Ukrainian. This is true both for new professions (брокер ‘broker’, бармен ‘barman’) as well as more traditional ones (лiкар ‘medical doctor’, iнженер ‘engineer’), and both for lowstatus occupations (перукар ‘hairdresser’, касир ‘cashier’) and professions of higher prestige (директор ‘director’). Bulgarian, on the other hand, seems to take full advantage of the morphological possibilities of the language, with newly coined female equivalents of recent loan nouns such as брокерка ‘female broker’, барманка ‘barwoman’, диспечерка ‘female dispatcher’.

Questo lavoro1 analizza i nomi di professione in ucraino e in bulgaro, una sfera del lessico che è tra le problematiche centrali nei dibattiti su lingua e genere. Dopo aver illustrato l’uso di lasciare inalterato al maschile il nome di professione e la neutralizzazione del genere referenziale nelle due lingue, viene presentata un’indagine condotta su due corpora di nomi di professioni raccolti da pubblicazioni ucraine e bulgare specializzate nella ricerca del personale. I dati rivelano come in ucraino prevalga l’uso di lasciare invariato al maschile il nome di professione, utilizzando quindi una forma “generica” o neutra. Ciò vale sia per le professioni tradizionali (лiкар ‘dottore’, iнженер ‘ingegnere’), che per quelle più nuove (брокер ‘broker’, бармен ‘barman’), e sia per le occupazioni di prestigio (директор ‘direttore’), che per quelle più modeste (перукар ‘parrucchiere’, касир ‘cassiere’). Il bulgaro, d’altro canto, sembra fare largo uso delle possibilità morfologiche della lingua, il che è reso particolarmente evidente dal trattamento riservato ai prestiti recenti, analoghi a quelli entrati simultaneamente nell’ucraino, per i quali è stata immediatamente coniata una forma femminile: брокерка ‘donna broker’, барманка ‘barista’, диспечерка ‘dispatcher’.