Massimiliano Barbera - Marlen Barth

"A scouse voice? Harsh and unfriendly!". Phonetic clues to the perception of voice quality in Liverpool English

L’inglese di Liverpool, noto anche come Scouse, presenta caratteristiche peculiari sia a livello segmentale, sia a livello paralinguistico. Uno degli aspetti più rilevanti è costituito dall’indebolimento consonantico che investe tendenzialmente le occlusive sorde, producendo come output segmenti affricati o fricativi. Questi stessi processi di lenizione fanno capo ad un generale quadro di lax voice che compromette l’occlusione completa in fase articolatoria. In letteratura si registrano, in relazione allo Scouse, scarsi e sparsi riferimenti all’impiego di qualità vocali non modali come fattore di marcatezza sociolinguistica: in modo particolare, la diffusa velarizzazione di tutti i segmenti consonantici sembra interagire con il setting fonatorio, determinando un tipo vocale generalmente qualificabile come voce adenoidale. In questo lavoro verrà preso in esame un corpus costituito da un campione di parlato spontaneo prodotto da sei locutori nativi. L’indagine sperimentale mira a valutare la voice quality, prendendo spunto dalle etichette interpretative di Laver (1980). Si applicano quindi schemi e parametri di analisi tali da consentire la registrazione dei correlati spettroacustici dei tipi fonatori individuati. In coerenza con i dati relativi alla frequenza statistica della lenizione, sembrano potersi cogliere alcuni elementi di differenziazione relativi al genere anche per quanto concerne la caratterizzazione vocale.

Liverpool English, also known as Scouse, presents peculiar characteristics on the segmental as well as on the paralinguistic level. One of its most important aspects is the consonantal weakening which regards mainly the unvoiced obstruents. The output of this process are affricate or fricative segments. These lenition processes are the result of a lax voice context which impedes complete closure during articulation. In the literature there are only few references to the use of non modal voice qualities as sociolinguistic marker in Scouse. In particular, the widespread velarization of all consonantal segments seems to interact with the phonatory setting, causing a vocal type which can be defined as adenoidal. In the present work the above mentioned considerations will be developed through the analysis of a corpus of spontaneous speech produced by six native speakers. The experimental analysis aims at an evaluation of the voice quality, with reference to the labels used by Laver (1980). Furthermore, we will use schemes and parameters which allow us to identify the acoustic correlates of the phonation types detected. There seems to be a differentiation according to gender in relation with the frequency of lenition as far as the vocal characterization of the speakers is concerned.