Heli Tissari 

"Is Love a tender Thing?". Metaphors of the Word Love in Shakespeare's Plays

Dal punto di vista della linguistica cognitiva, sembra possibile che la maggior parte delle metafore di Shakespeare siano universali piuttosto che idiosincratiche. Se le metafore formano i nostri pensieri (Lakoff & Johnson 1980), perchŔ i suoi pensieri dovrebbero essere diversi? O Ŕ troppo lontano da noi nel tempo per usare le stesse nostre metafore? Questo articolo suggerisce alcune risposte preliminari a queste domande, introducendo esempi di note metafore cognitive riguardanti l’amore che ricorrono con il verbo o il nome love nelle sue opere, e fornendo semplici schemi relativi alla frequenza di alcuni tipi di metafore cognitive nel suo teatro. Viene discussa anche la possibilitÓ che le metafore varino secondo il tipo di relazione descritto dal verbo o nome love, spaziando dall’amore di Romeo per Giulietta a quello dei sudditi verso i loro sovrani.

From a cognitive linguist’s point of view, it seems possible that a majority of Shakespeare’s metaphors are universal rather than idiosyncratic. If metaphors construct our thoughts (Lakoff & Johnson 1980), why should his thoughts be different? Or is he too far removed from us in time to use the same metaphors as we? This article suggests preliminary answers to these questions, introducing examples of familiar cognitive metaphors of love which occur with the verb or noun love in his drama, and providing simple figures concerning the frequency of a number of cognitive metaphor types in his plays. It also discusses the possibility that the metaphors might vary according to the kind of relationships being discussed using the verb or noun love, ranging from Romeo’s love of Juliet to the loyalty of subjects towards their rulers.