Guy Achard-Bayle

Conscience et devoilement de la verite. Modus & Dictum dans Verite de Zola

Nella prima parte di questo studio, vorrei esaminare le argomentazioni sostenute da D. Cohn (in The Distinction of Fiction, 1999, e seguendo la traduzione francese del 2001) per caratterizzare la finzione (la "finzionalità"). La sfida, in effetti, è di trovare indici, formali e piu' esattamente linguistici, che permettono di distinguere la narrazione storica da quella finzionale. Nella seconda parte, vorrei applicare questo modello teorico all'analisi di un romanzo di Zola: Vérité. In questo romanzo, che è l¹ultimo dell'autore, e che "riproduce" l'affare Dreyfus, il problema particolare che il romanziere deve affrontare è conciliare la necessità di testimoniare - l'aspetto "documentario" della storia - con la poetica naturalistica che, secondo le modalità del discorso narrativo, favorisce come sempre nella sua opera la representazione soggettiva delle parole e dei pensieri - quel che D. Cohn chiama "le citazioni mentali".

In the first part of this paper, I analyze the arguments of last D. Cohn’s essay (The Distinction of Fiction, 1999, French translation 2001) on the logic of fiction and fictionality: the deal is to find formal and more precisely linguistic marks which allow to distinguish fictional vs historical narratives. In a second part, I study and I try to apply this model to Zola’s novel: Vérité (Truth). In this novel, which is the last in Zola’s works, and which reproduces the Dreyfus case, the problem the novelist must face is to conciliate the “documentary” -or the historical truth‑ with his naturalist esthetics which favors indirect free speech -or what D. Cohn (op. cit.) calls the “mental quotations”.