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SCYTHAE: un
problema linguistico, etnografico e culturale dell’età moderna.
Francesco Villani
Abstract
Nella storia della linguistica, l’idea che le lingue europee avessero
un’origine ‘orientale’ (Teoria Scythica) ha avuto un ruolo
fondamentale nella formazione della Teoria Indoeuropea. Nell’articolo
si intende definire il XVI e il XVII secolo come punto cruciale per la
formazione di tale teoria anche dal punto di vista della ‘sostanza
linguistica’ che ad essa viene attribuita; alcuni autori, definiti ‘polyglotti’,
come Konrad Gessner, Theodor Bibliander e Hieromymus Megiser sono il
punto di partenza del paradigma epistemologico proprio della
linguistica storica indoeuropea.La Teoria Scitica, tuttavia, prende origine da altre lingue, le lingue
Uraliche e quelle Semitiche, la cui origine, anche mitica, è
facilmente identificabile nell’oriente. Intento dell’autore è
delineare succintamente il contesto culturale in cui tale Teoria si
forma.
In the history of linguistics the theory according
to which the European Languages have an eastern origin (the Scythian
Theory) has played an important role in developing the Indo-european
Theory. I would like to demonstrate that the 15th and 16th
century are the crucial point for the linguistic aspect of this
theory: some authors, called the ‘polyglotti’, like Gessner,
Bibliander and Megiser are the starting point from which stems the
epistemological paradigm of the modern Indo-european historical
linguistics. Other languages and their ‘mythical’ origin in the East,
like Uralic and Semitic languages, are to be seen as the starting
point for the Scythian Theory. A special concern of the author is the
give a glimpse of the contest in which such theory has been created.
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