STRUMENTI BIBLIOGRAFICO - DISCIPLINARI PER LA SLAVISTICA L'ACCESSO AI CATALOGHI E I PROBLEMI DELLA TRASLITTERAZIONE DALL'ALFABETO CIRILLICO

Pisa, 21. novembre 2005 - Giannella Mazzola (Biblioteca LM2- sezione di Filologia Slava)
BIBLIOTECA COME SISTEMA ORGANIZZATO

Nelle precedenti lezioni vi è già stato fornito un ampio quadro su come le biblioteche di ogni appartenenza e tipologia costituiscano storicamente un sistema organizzato e destinato a produrre servizi nel campo dell'accesso alle informazioni ed al reperimento fisico di testi.

ACCESSO AD UNA GRANDE MOLE DI INFORMAZIONI

Oggigiorno le possibilità di ricerca e reperimento di informazioni e testi sono aumentate a dismisura, riducendo barriere linguistiche e geografiche (l'inglese come lingua di larga comunicazione, la possibilità di accesso a documenti consultabili online/full-text, la pratica diffusa del prestito interbibliotecario).

E' tuttavia necessario per l'utente, così come per il bibliotecario, impadronirsi di alcuni percorsi, per non cadere nella dispersione e nell'incertezza.

STANDARDIZZAZIONE E ALFABETI NON LATINI

L'esigenza di standardizzazione , (ISBD, RICA, Soggettario della Biblioteca Nazionale centrale di Firenze, UNIMARC) che vi è stata già descritta da Daniela Fiaschi , è molto più necessaria oggi, vuoi per la mole di informazioni disponibili che per la varietà di lingue ed alfabeti usati.

Ciò significa, in sostanza, che uno studente italiano può trovare ed usare l'informazione richiesta su un testo russo, greco, arabo, senza conoscerne la lingua e l'alfabeto.

Questo avviene grazie alla possibilità di traslitterare un alfabeto non latino (sia esso arabo, greco, russo, serbo, bulgaro) in quello latino, seguendo un codice convenzionale per il quale a quella data lettera dell'alfabeto russo corrisponde sempre la stessa lettera dell'alfabeto latino.

Forse questa sembra una realtà marginale, ma non lo è, perché, rispetto al passato, la gestione di collezioni bibliografiche in altri alfabeti non è più una dimensione riservata alle grandi biblioteche di conservazione, universitarie e specialistiche, ma costituisce un fenomeno sempre più diffuso anche nelle biblioteche di pubblica lettura medio-piccole, dovuto ai forti flussi migratori con realtà culturali e linguistiche molto diverse, nel nostro paese.

Io lavoro nella sezione di Filologia Slava del Centro Bibliotecario LM2 ed ho a che fare con il trattamento di informazioni in alfabeto latino (croato, ceco, polacco, sloveno, slovacco: le lingue slave che utilizzano l'alfabeto latino) e non latino, il cirillico, in queso caso (russo, bulgaro, ucraino, serbo, macedone: le lingue slave che utilizzano per l'appunto il cirillico, alfabeto di derivazione greca), i problemi sono molti e di varia natura, non solo per l'utente, ma anche per il bibliotecario.

MANCANZA DI UNO STANDARD UNICO DI TRASLITTERAZIONE

Per la maggior parte tali problemi sono ascrivibili alla mancanza di uno standard unico di traslitterazione.

Nei paesi slavi, la maggior parte dei cataloghi, banche dati o altro, sono consultabili in cirillico, nei paesi extra slavi, dove esistono grandi patrimoni in campo slavistico, gli stessi cataloghi sono traslitterati in alfabeto latino.

Il problema di trovare un codice convenzionale di traslitterazione unico era già stato dibattuto negli anni '20 in Italia da studiosi e bibliotecari. I primi, in gran parte filologi, tendevano a soluzioni di gran rigore e purismo filologico , ma poco funzionali e flessibili ai fini della ricerca concreta, i secondi erano invece più attenti a problemi di standardizzazione, di costituzione cioè di codici convenzionali utili alla consultazione dei cataloghi da parte degli utenti. Ma a tutt'oggi manca una soluzione univoca.

I CODICI DI TRASLITTERAZIONE IN USO

Attualmente esistono 3 codici di traslitterazione per il cirillico:

  1. LA TRASLITTERAZIONE SCIENTIFICA di matrice italo-germanica , diffusa in Italia, in Germania, in Francia ed in altri paesi europei.
  2. LA RICA (che è un'appendice delle Regole Italiane di Catalogazione per Autori) -ISO R/9 che differisce pochissimo da quella scientifica e che la nostra biblioteca, come molte altre italiane, adottano.
  3. LA TRASLITTERAZIONE ANGLOSASSONE diffusa nei paesi di area anglosassone Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia, notevolmente diversa dalle prime due.

I problemi di traslitterazione non costituiscono una pedanteria di nicchia, ma affrontano direi, di petto, il problema del reale reperimento di un'informazione.

MAPPA DEI PRINCIPALI SISTEMI INTERNAZIONALI DI TRASLITTERAZIONE DALL'ALFABETO CIRILLICO A QUELLO LATINO:
http://www.maldura.unipd.it/slavo/biblio/guida_OPAC_PD.html#mappatura
ESEMPI DI RICERCA ED ESITI

Se io ad esempio cerco cosa c'è di Cehov in un OPAC o METAOPAC, posso trovare le seguenti intestazioni corrispondenti ai tre codici di traslitterazione:

  1. Cechov, Anton Pavlovic traslitterazione scientifica
  2. Cehov, Anton Pavlovic traslitterazione RICA
  3. Chekhov, Anton Pavlovic traslitterazione Anglosassone

E queste tre citate sono solo le forme conformi ai tre codici di traslitterazione, mentre è molto facile trovare più forme derivanti da tradizioni ed usi diversi, per usare sempre lo stesso esempio:

Tschechow, Anton

Chekhov, Anton

Cechov Anton P.

Cechov Anton Pavlovic

Tchekhov Anton

Cechov Anton

Cecov A.P.

Tutte riconducibili non solo allo stesso autore, ma alla medesima intestazione RICA, da noi adottata Cehov, Anton Pavlovic.

E' ovvio che l'utente, per essere certo di avere risposte esaustive, deve rilanciare la ricerca più volte per essere sicuro di reperire l'informazione desiderata. Dobbiamo anche essere coscienti che se un autore famoso come Cehov non dà luogo a particolari equivoci, la casistica di autori poco conosciuti crea notevoli difficoltà.

Esiste uno strumento, di grande efficacia che è l'Authority file(l'OPAC del nostro ateneo non lo ha al momento) che permette di ricondurre tutte le varianti di un nome ad una sola, laddove tale strumento è presente si evita dispersione e inaffidabilità nella ricerca.

Questo è uno dei casi in cui il catalogo cartaceo offriva maggiori possibilità per la vicinanza fisica delle schede.

DIFFICOLTA' DI TRASLITTERAZIONE DAL CIRILLICO E DIFFICOLTA' DELLE LINGUE SLAVE IN ALFABETO LATINO CON SEGNI DIACRITICI

Un utente generico, in definitiva, si trova ad affrontare difficoltà maggiori quando si avvicini a questo ambito scientifico-culturale e voglia usufruire delle sue risorse informative per più fattori di diversi ordini:

  1. La presenza dei grafemi traslitterati dal cirillico, ( per il russo, ucraino, bulgaro, serbo, macedone)
  2. La ricchezza fonetica e di grafemi/segni diacritici sulle lettere degli alfabeti latini (per il polacco, ceco, etc.)
  3. Un certo isolamento e scarsa comunicazione interna al mondo delle biblioteche e dei bibliotecari di slavistica in Italia .
OPAC E METAOPAC NON SPECIFICI E SPECIFICI IN AMBITO SLAVISTICO

Per affrontare quindi una ricerca in ambito slavistico, oltre alla consultazione di OPAC e Metaopac non specifici, dove peraltro è reperibile molto materiale e dei quali siete già a conoscenza:

(per l’accesso ai cataloghi vedi: http://www.humnet.unipi.it/lm2/cat_esteri.shtml )