Intervento di Cinzia Bucchioni 4/11/2005: Biblioteche e servizi bibliotecari

 

Una biblioteca è un’organizzazione (cioè un particolare oggetto di studio dell’aziendalismo)

Non si definisce come insieme di libri, ma come organizzazione che costruisce servizi a partire da una raccolta di risorse informative.

 

Le Biblioteche sono “aziende” finalizzate non alla produzione di prodotti materiali, ma di servizi (come molte altre aziende di servizi)

Usano risorse (personale professionale, strutture edilizie, strutture telematiche, collezioni librarie, collezione elettroniche) per produrre servizi.

 

I servizi sono di due tipi:

-         “interni” o di back-office: servizi “dietro le quinte”, che servono per funzionare ma che l’utente non vede direttamente:

-                    acquisizione

-                    inventariazione

-                    catalogazione

-                    gestione delle riviste

-                    gestione fisica della collezione (rilegatura, ricollocazione libri, segnaletica)

-                     

-         di front-office cioè rivolti direttamente all’utente:

-                    consultazione

-                    prestito

-                    accesso alla rete telematica

-                    accesso al lettore di microfilm

-                    assistenza bibliografica o reference

-                    prestito interbibliotecario (ILL) e richiesta di fotocopie di articoli (DD)

-                    formazione degli utenti; etc.

 

Le biblioteche pubbliche (cioè non appartenenti a persone o enti privati) sono di diverso profilo istituzionale, cioè appartengono a diversi enti; il che implica gestioni diverse e talvolta difficoltà di cooperazione.

 

-         Biblioteche delle università: appartengono alle Università, le quali oggi sono autonome, con propri statuti e regolamenti; ci sono dunque grandi differenze organizzative tra i vari Atenei.

All’università di Pisa, le biblioteche sono “Centri Bibliotecari”, cioè centri di spesa autonomi (in altri Atenei sono gestite dalle Facoltà; oppure dai Dipartimenti; o a volte esiste una sola Biblioteca per tutta l’Università, p.e. la Normale

La vocazione (mission) delle B. di Università è di essere di supporto alla ricerca e alla didattica.

Sono specificatamente riservate agli utenti istituzionali, seppur in un’ottica di collaborazione e diffusione del sapere. Sono direttamente coinvolte nella produzione del sapere, (oltre che nell’utilizzo: la ricerca utilizza gli studi pregressi per produrne di nuovi); sono di solito le più avanzate per l’utilizzo delle nuove tecnologie; sono le più inserite nel circuito internazionale.

Sono le più liberali nell’accesso ad Internet, nel rispetto delle leggi correnti (cfr. legge Pisanu), cercando di contemperare le esigenze della tutela legale della privacy, e della libertà della ricerca, con le esigenze di controllo e sicurezza.

 

Biblioteche statali: appartengono al Ministero per i Beni e le Attività Cultutrali (http://www.beniculturali.it/; per le biblioteche vedi http://www.librari.beniculturali.it/: struttura).

Sono le biblioteche storiche e di alta cultura che il Regno d’Italia (e poi la Repubblica) ereditarono dagli stati preunitari. La Biblioteca Universitaria di Pisa (Sapienza) rientra in questa ambito (il nome è un residuo storico; recentemente il Ministero ne concede il passaggio alle Università che ne facciano richiesta).

Possiedono nel loro complesso la maggior parte del patrimonio storico nazionale; hanno perciò collezioni librarie antiche da conservare, e da recuperare catalograficamente (recupero catalografico del pregresso =  immissione delle schede delle collezioni storiche nei cataloghi elettronici).

Loro mission è di presidiare e conservare la cultura nazionale. Sono aperte a tutti i cittadini, ma l’utilizzazione non deve mai entrare in conflitto con la vocazione conservativa.

 

Tra di esse, di notevole importanza sono le due Biblioteche Nazionali Centrali:

-         Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF)

-         Biblioteca Nazionale Centrale di Roma Vittorio Emanuele II.

Esse sono titolari del  Deposito Legale (o diritto di stampa) a livello nazionale, secondo la legge (cfr. anche: http://lettere2.unive.it/ridi/depleg1.htm) che impone che per tutte le pubblicazioni stampate in Italia, ne siano depositate dallo stampatore 5 copie:

-         due presso le due Biblioteche Nazionali Centrali

-         una presso altra biblitoeca statale con diritto al deposito legale a livello provinciale (per Pisa: la Biblioteca Universitaria)

-         due presso istituzioni di controllo

Le due Biblioteche Nazionali Centrali partecipano ai vari progetti europei; e programmi internazionali, in particolare: ai due programmi IFLA - International Federation of Library Associations (http://www.ifla.org/) sul Controllo Bibliografico Universale e sull’Accesso Universale alle Pubblicazioni (Universal Availability of Publications)

Questo significa utilizzare le opere ricevute in deposito legale per stendere una bibliografia delle pubblicazioni italiane tendenzialmente completa:

essa è la BNI (Bibliografia naziaonale Italiana), curata dalla BNCF.

 

è Questo significa, che per sapere se un’opera straniera è stata pubblicata in traduzione italiana:

-         suppongo che la traduzione italiana sarebbe uscita presso una casa editrice italiana

-         sarebbe dunque andata alla BNCF, e sarebbe inserita in BNI: consulto BNI

-         (per ulteriore controllo, ora posso consultare il maggior catalogo collettivo italiano SBN; e il metaopac nazionale AZALAI)

-         ma BNI ha un ritardo di più di un anno: dunque per accertarmi che non sia appena uscita (e dunque ancora in libreria ma non ancora schedata in BNI): consulto il repertorio italiano dei Libri in Commercio (analogamente cerco su un motore di ricerca di Internet : di solito i libri in commercio sono pubblicizzati dagli editori con pag web)

 

Le Biblioteche statali partecipano attualmente al Network turistico culturale, http://www.internetculturale.it/, nel cui ambito sono stati finanziati gandi progetti di digitalizzazione del patrimonio nazionale (libretti d’opera; fondi di antiche mappe; periodici risorgimentali; vecchi cataloghi storici immessi come immagini: http://cataloghistorici.bdi.sbn.it/code/index.asp

 

-         Biblioteche di enti locali, o biblioteche pubbliche in senso proprio: comunali, provinciali, etc.: dovrebbero curare i servizi culturali e l’”alfabetizzazione” a tutti i livelli, parallelamente alla scuola; dovrebbero essere in ogni comune (ma così non è).

-         Sono molto radicate sul territorio; molto differenziate a seconda delle scelte di politica culturale: orientate alla pubblica lettura (per lettori di romanzi, pernsionati etc.); oppure all’informazione e documentazione locale (conservare i quotidiani etc.); oppure orientate al supporto agli studenti delle scuole; o di supporto agli studenti universitari; oppure orientate al supporto del tessuto produttivo, con manuali e approfondimenti tecnico- scientifici relativi alle industrie del territorio; oppure impegnate nell’integrazione degli immigrati con l’acquisto di collezioni nelle loro lingue e di manuali per l’apprendimento  dell’italiano come L2…

 

Attenzione:

-         per le ricerche storiche, sui testi antichi, i cataloghi su Internet sono poco completi perché molte importanti biblioteche non hanno concluso il recupero del pregresso.

-         Il diritto di stampa è nato in tutti i paesi europei, uno o due secoli dopo l’invenzione della stampa (1442). Questo è utile da ricordare, per immaginare dove cercare pubblicazioni antiche, a seconda del paese; per la stessa ragione è utile conoscere la storia delle istituzioni bibliotecarie nei vari paesi (che cosa è andato distrutto; che cosa è congfluito dove, p.e. alla Nazionale di Parigi e alla Nazionale Centrale di Firenze è confluito gran parte del patrimonio espropriato alle grande biblioteche ecclesiastiche).

-         Tutte le nazioni sviluppate hanno un’organizzazione analoga (magari meglio funzionanate) a quella descritta per l’Italia

-                     una Biblioteca Nazionale: Library of Congress a Washington; British Library a Londra; etc. (la Germania ne ha diverse per stato federale)

-                     una Bibliografia nazionale corrente

-                     uno repertorio di libri in commercio -Books In Print per l’aera linguistica inglese

-                     Nelle varie nazioni viene più o meno curata anche la bibliografia nazionale retrospettiva (p.e. in Italia c’è CLIO = Catalogo dei Libri Italiani dell’Ottocento)

 

Trasversale all’apparteneza istituzionale delle Biblioteche, è il loro carattere specializzato o generale. Le Biblioteche delle Università spesso sono specializzate.

Ma ancor più speciaòizzate sono le piccole biblioteche di associazioni, di aziende o di privati: ne abbiamo visti alcuni esempi tra le biblioteche speciali inserite nel MOP http://leonardo.isti.cnr.it/Isis/servlet/Isis?Conf=./Conf/AIXnotlogic0.pisa.sys.file

Esse sono spesso quasi del Centri di Documentazione, cioè danno a catalogo un’informazione più approfondita di quella richiesta dagli standard catalografici (che impongono di schedare la pubblicazione almeno come unità editoriale); e p.e. fanno gli spogli dei peridici (cioè fanno una scheda per ogni articolo di ogni fascicolo!); e schedano e conservano anche documenti che non sono vere pubblicazioni (“materiali minori”; “letteratura grigia”): manifesti, volantini, documentazione su mostre o convegni, etc.).